Simona Santoni

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Aveva quasi trent'anni Joanne Rowling quando, nelle pause delle lunghe peregrinazioni con la figlia nel passeggino, nel periodo più triste dalla sua vita, nel 1995 portò a termine il romanzo che avrebbe segnato la sua vita e l'immaginario di più di una generazione. Solo nel 1997, dopo non pochi no di altri editori, la Bloombury pubblicò il primo libro su Harry Potter, che la scrittrice britannica decise di firmare con lo pseudonimo di J.K. Rowling
Da allora J.K. Rowling ha firmato sette libri della saga sul maghetto di Hogwarts, tutti bestseller e trasposti al cinema generando un vero e proprio fenomeno culturale. Oggi che l'autrice compie 50 anni, è ormai una delle donne più potenti e ricche del Regno Unito.

Il mondo fantastico e pieno di magia di Harry Potter è nato però in un momento tragico per la romanziera, nata il 31 luglio 1965 a Yate (vicino Bristol). Dopo un'infanzia in cui a sei anni aveva già preso abilmente la penna in mano per i primi racconti, e che l'aveva portata studiare a Parigi e poi a Londra, all'inizio degli anni Novanta alla madre venne diagnosticata una sclerosi multipla che la uccise in brevissimo tempo. Dopo la morte della madre, Joanne, allora segretaria per Amnesty International, iniziò la prima stesura del libro che avrebbe fatto entrare il suo nome nella storia, scrivendo sul treno che la portava da pendolare ogni giorno nella capitale. Viaggiava tra le campagne inglesi e sognava Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley, Draco Malfoy, Voldemort, Albus Silente e tutti gli altri protagonisti, tra Hogwarts e i vicoli della Londra medievale, senza dimenticare il binario 9 e tre quarti, immaginando da subito lo sviluppo organico e coerente di tutta la saga in un progetto grandioso capace di creare un mondo altro, ma così simile al vero, quello dei Babbani, nei minimi dettagli. Poi, dopo un breve periodo in Portogallo (ad Oporto), venne Edimburgo, la separazione dal marito, la depressione. Un periodo cupo, popolato da ombre che succhiano l'anima, come i Dissennatori, come nella battaglia finale di Harry Potter. 

Già il primo dei volumi, Harry Potter e la pietra filosofale, quello dove il protagonista è ancora un bambino e la scrittura più semplice, riscosse un successo straordinario. Il primo volume è senza dubbio un libro per bambini, ma la cosa incredibile è che il pubblico di Harry Potter è subito trasversale e cattura bambini, adolescenti ed adulti. Una vera magia che incanta milioni di persone nel mondo, confermata dal secondo volume Harry Potter e la camera dei segreti (1998), successo planetario anche per il terzo Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (1999).
Nel Duemila la saga è diventata un fenomeno globale indiscusso, i ragazzi di Edimburgo indossano tutto l'anno gli abiti e gli occhiali di Harry Potter, e con loro i bambini e i ragazzi di ogni parte del globo. Il ciclo letterario si chiude il 21 luglio del 2007 con Harry Potter e i doni della morte, il libro più venduto nella storia dell'editoria: 72 milioni di copie nel primo fine settimana.

In tutto sono state circa 400 milioni le copie vendute per i sette volumi firmati dalla Rowling. Per anni i fan hanno atteso l'uscita tutta la notte davanti alle librerie e dal 2001 la saga si è trasferita con grande efficacia anche sul grande schermo diventando una serie di otto film che hanno segnato il record d'incassi di tutti i tempi in dieci anni (dal 2001 al 2011) e che hanno visto crescere gli attori con i loro beniamini.

La Rowling da allora ha abbracciato molte cause sociali e filantropiche, ha comprato un castello dove vive, è tornata in libreria, e annunciato un prossimo libro per adulti. 

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