J.K. Rowling confessa: ho scritto un giallo sotto falso nome

La scrittrice britannica ammette di aver usato uno pseudonimo per il romanzo ‘The Cuckoo's Calling’. E le vendite si impennano

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J.K. Rowling – Credits: Ben Pruchnie/Getty Images

Andrea Bressa

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Grazie a Harry Potter ha raggiunto fama mondiale e il primato di scrittrice più ricca del mondo. Ma il maghetto di Hogwarts probabilmente non è stato solo una gallina dalle uova d’oro per J.K. Rowling: forse a un certo punto della sua carriera potrebbe averlo vissuto anche come una sorta fardello. E infatti, una volta chiusa la saga, ecco che ha pubblicato Il seggio vacante , primo suo tentativo di svincolarsi da quel mondo.

Il libro ha avuto successo sia in termini di vendite che di critica. Ma se il secondo aspetto è governato dalle autonome leggi degli intenditori, per quanto riguarda gli incassi non si pecca di malizia supponendo un aiutino dato dal binomio J.K. Rowling/Harry Potter, ben lontano dall’essere estinto.

Forse per questo l’autrice ha provato a “gabbare” i lettori sfornando lo scorso aprile The Cuckoo's Calling, un giallo che ha scritto nascosta dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith.

L’inganno è stato svelato recentemente da una giornalista del The Sunday Times, grazie all’ormai consueto tam tam su Twitter. Né l’editore (Little, Brown), né la scrittrice hanno provato a nascondersi. Anzi, hanno immediatamente confessato.

“È stato meraviglioso pubblicare senza clamori o aspettative”, ha affermato la Rowling.

Sarà. Rimane il fatto che appena la cosa è venuta a galla, The Cuckoo's Calling, che appena uscito aveva venduto appena 1500 copie circa, nonostante le buone recensioni, ha ora subito un’impennata di vendite su Amazon nell’ordine del 156% (secondo il sito della rivista New Statesman ).

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