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“Io viaggio da sola”, Maria Perosino ci racconta la sua esperienza

Curiosità, ironia e intelligenza in una piccola guida per viaggiatrici solitarie: “Questo libro racconta la mia, di storia, e vorrei che leggerlo fosse un po’ come fare una chiacchierata tra compagne di viaggio.".

"Io viaggio da sola", Maria Perosino, Einaudi, 2012

Su la Domenica del Sole 24 ore di settimana scorsa ho letto la recensione di Camilla Tagliabue del libro Io viaggio da sola di Maria Perosino pubblicato recentemente da Einaudi:

“Non esiste ricetta per mettere radici ovunque e sentirsi bene in ogni hotel, stazione, banchina, panchina. Perosino “addomestica l’altrove e se lo porta a casa”: per farlo, si allena tutti i giorni, strappando sorrisi alla fatica, cercando leggerezza in gambe gonfie e piedi stanchi di camminare. Abitudine e curiosità le fanno compagnia, dal giorno in cui è nata”.

Mi pare estremamente interessante l’idea di un libro che racconti il viaggio femminile fatto in solitudine, piuttosto raro ancora, ma sempre più agognato. Suona ancora come una piccola follia la decisione di prendersi del tempo per sé e partire da sole, sopratutto se si è donne. Finalmente un libro vissuto che ci racconta le potenzialità di questa tipologia di viaggio.

“Viaggiare da sole è stranamente bello, ma bisogna un po’ imparare a farlo.
Viaggiare da sole, me ne sono accorta rileggendo la mia vita a ritroso, significa non tanto, imparare a convivere con la solitudine e a cavarsela in occasioni non sempre prevedibili. Significa soprattutto imparare a fare amicizia con i luoghi in cui capita di trovarsi, per scelta, per lavoro, per fuga...E con quello che questi luoghi si tengono dentro.”

All’origine della sua scelta, almeno inizialmente, un grande dolore, che le cambia la vita. Questa la prima spinta che la porta a viaggiare per le città, imparando a cavarsela da sola, per liberarsi dalla malinconia e dalla sofferenza.Il tono, come dichiarato nel prologo, dalla stessa autrice è confidenziale:

“Questo libro racconta la mia, di storia, e vorrei che leggerlo fosse un po’ come fare una chiacchierata tra compagne di viaggio.
È scritto per le donne, ma non è vietato agli uomini."

Maria Perosino non vuole mettersi in cattedra e insegnarvi come si viaggia da sole, bensì condividere, con punte di ironia e sarcasmo, la propria esperienza e raccontarvi di una possibilità di viaggio, a cui magari non avevate mai pensato.
Le regole fondamentali della viaggiatrice solitaria non sono complesse e non implicano, come ci si potrebbe immaginare, i massimi sistemi dell’esistenza, tutt’altro. Spesso è molto più importante saper scegliere un ristorante o un albergo, sapersi difendere dalla maleducazione di un ristoratore poco attento, saper fare una valigia che sia trasportabile, saper affrontare i problemi più pratici di un viaggio: come quello di far passare il tempo del viaggio stesso.

Intelligenza, curiosità ed energia è questo che mi ha trasmesso l’idea di questo libro, oltre ad una gran voglia di partire.

Maria Perosino è una storica dell’arte e, nella vita, si occupa di curare mostre e di ideare e gestire iniziative culturali. Oltre a Io viaggio da sola, ha curato recentemente i cataloghi delle mostre  di Lorenzo Mattotti La fabbrica di Pinocchio per Nuages, 2010 e ABC e altri giochi di Bruno Munari per Felici Editore, 2010.

Io viaggio da sola , Maria Perosino, Einaudi, 2012

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