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'Io so chi sei' di Paola Barbato. La recensione

Fin dove può spingersi l’intimità perversa tra vittima e carnefice?

Io so chi sei di Paola Barbato (particolare della cover)

Valeria Merlini

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Dopo il successo dello scorso anno di Non ti faccio niente (Piemme) in cui i rapimenti di bambini sono la miccia per il dipanarsi di una vicenda ben più macchinosa, torna Paola Barbato con un nuovissimo e intensissimo libro.

Io so chi sei (Piemme) non lascia scampo sin dalle prime pagine, le stesse in cui la protagonista Lena trova un cellulare nella sua casella di posta e riceve un primo enigmatico messaggio.

Impareremo a conoscere Lena, la sua storia passata e la sua vita presente. E nonostante tutto ciò che la coinvolge, vedremo se mi darete ragione, inizierà e continuerà a non piacere. Non piace perché perde la testa per un uomo sbagliato. E lo sappiamo sin dall’inizio. Non piace perché si trasforma per lui, e sappiamo bene quanto sia l’errore più grande perdere la propria individualità per gli altri. Non piace perché non fa la cosa giusta sin dal principio continuando a non farla anche in seguito.

Non piace nemmeno agli amici del fidanzato, quel Saverio che due anni prima nel racconto è scomparso gettandosi da un ponte. O cadendoci per sbaglio. O per sbaglio facendo un’altra brutta fine. Non piace neanche Saverio se è per questo, non piacciono i suoi amici e il loro modo di vivere, fatto di sregolatezze, di leggi proprie. Anche se possiedono un loro codice d’onore.

Lena ha con sé il cane che fu di Saverio Argo. Ecco, forse l’unico per cui provare un moto di trasporto è questo grande e minaccioso cane. Che, è da immaginarselo, con lo sguardo di chi ne ha viste e vissute. Un cane saggio.

Lena ha uno scopo quando non una missione che di volta in volta, con un lento scoprirsi, le viene affidata attraverso messaggi e immagini di quel Samsung che, mai parole furono più azzeccate, diventa una sua appendice. Per aggrapparcisi e non perdere la speranza.

Ci si abitua a tutto, lo diceva sempre anche Saverio. Sette mesi dopo aver ricevuto il Samsung non era rimasto quasi niente di lei e della sua vita precedente, solo frammenti contro cui andava a sbattere, il rumore di Betta, le valigie di Alex, il murales di Serena, il rumore di un corpo che cade in Arno.

Verrà messa di fronte a prove, anche terribili, per la salvezza del suo amore. Saverio è ancora vivo? O è una semplice vendetta da parte di chi ha subito un torto da Lena? Ma chi, potrebbe un padre che si è sentito così deluso dalla figlia arrivare a fare questo? O il collega che la fotografa di nascosto arriverebbe ad uccidere per lei? L’amica che non le ha perdonato il cambio di vita? Chi?

A sorreggerla in ogni istante della sua quotidianità irrompe nella sua vita Francesco Caparzo, un poliziotto che ha intravisto più di quanto non creda nemmeno Lena. La Bestia, così è soprannominato, sarà la parte razionale di Lena, quella che ha perso dopo mesi di ordini, di intromissioni in casa, di sparizioni di amiche, di omicidi e di una ragione che non ha più alcun fondamento per essere tale.

Chi manda i messaggi? Qual è il suo scopo? Perché non rapisce, uccide, sevizia da subito Lena? Cosa lo (o la) spinge a simili richieste? Dove si spingerà l’intimità perversa tra vittima e carnefice?

Solo attraverso il susseguirsi di avvenimenti che si incatenano l’uno all’altro arriveremo in fondo, in un crescendo di azioni che coinvolgono uno ad uno gli amici che furono di Saverio, nessuno escluso: una punizione esemplare per tutti, lasciando per ultima Lena, con un castigo che sarà esemplare e, parrebbe, senza via di uscita.

Come gli animali che si vedono allo zoo o si vedevano al circo, la cui libertà viene limitata da un lucchetto e dalle sbarre di una gabbia che imprigiona, deteriora, debilita e riduce ogni essere vivente ad essere un ostaggio. Della paura.

Io so chi sei
di Paola Barbato
Piemme,2018

© Riproduzione Riservata

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