‘Immagina i corvi’, l’inquietante giallo di Luigi Sorrenti

Un bel romanzo tra Stephen King, Harper Lee e Sciascia, passato dall'e-book al cartaceo grazie al passaparola

immagina-i-corvi

Un particolare della copertina del romanzo di Luigi Sorrenti – Credits: Tre60 / Tea

Andrea Bressa

-

Curioso è il percorso editoriale intrapreso da questo romanzo. Originariamente Immagina i corvi di Luigi Sorrenti è stato pubblicato da una casa editrice specializzata in e-book, ma visto l’ampio consenso ottenuto sul mercato digitale, Tre60 ha pensato bene di portarlo anche sugli scaffali delle librerie.

Immagina i corvi sorprende per l’interessante cocktail di atmosfere e trovate narrative. Si tratta a tutti gli effetti di un giallo, con una spruzzata di horror, per certi versi “alla King”.

Siamo a Spinòsa, un immaginario paesino tra la Puglia e la Basilicata, lontano da tutto. Nel giugno del 1986 un’insolita e intensa siccità, accompagnata da un’inquietante invasione di corvi, copre come una cappa il borgo. Una situazione analoga a sessant’anni prima, quando un assassino commise degli efferati omicidi, lasciando corpi dilaniati e corvi morti infilati nella bocca delle vittime.

E proprio come allora una mano, che sembra diabolicamente la stessa di quei giorni, ha ricominciato a versare sangue, seminando il terrore tra gli abitanti. Sospetti, paure, pettegolezzi e segreti iniziano a serpeggiare, mentre gli investigatori cercano con grande difficoltà di trovare la verità.

Luigi Sorrenti incatena il lettore alla storia, mettendo in scena una trama fatta di personaggi di paese, dal parroco al farmacista, dalla vecchia nobildonna ostile al mondo, al pavido funzionario di polizia, al sindaco arrivista. E poi ci sono i bambini, forse i veri protagonisti, dallo sguardo aperto e dal pensiero vergine, ma allo stesso tempo inquietanti. Se in loro è più facile trovare la purezza del bene, è altrettanto vero che sono un terreno fertile per il male.

Attraverso dialoghi costruiti con ritmo impeccabile e trovate narrative mai fuori moda (come il grande classico della “camera chiusa”), l’autore pugliese racconta il lato oscuro dell’uomo, che è sempre presente, anche se sopito e nascosto.

A cosa si pensa finendo Immagina i corvi? A Stephen King, all’essenza del male che sembra muovere i destini degli uomini, ma anche ad Harper Lee e al suo Buio oltre la siepe , nelle parti in cui i pregiudizi e le dinamiche sociali chiuse di provincia ostacolano le indagini e la ricerca della verità. Infine, proprio quando si volta l’ultima pagina, dopo un finale magistrale, di un’intensità e una forza che raramente si incontrano, ecco che torna alla mente Sciascia, ne Il cavaliere e la morte , quando scrive: “il Diavolo era talmente stanco da lasciar tutto agli uomini, che sapevano fare meglio di lui”.

© Riproduzione Riservata

Commenti