"Il Piccolo Principe", 5 motivi per leggerlo

Ha appena compiuto 70 anni questo classico della letteratura contemporanea per lettori dai 6 ai 100 anni

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, Bompiani

Micol De Pas

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Il libro più fortunato di Antoine de Saint-Exupéry ha appena compiuto 70 anni. È Il Piccolo Principe, capolavoro di poesia narrativa per giovani lettori. Che sa appassionare anche i grandi, perché parla dritto al cuore di tutti, dai 6 ai 100 anni. Un classico, insomma, dal linguaggio universale, comprensibile a qualunque latitudine, tanto che vanta ormai edizioni in oltre 200 lingue (lo scrittore Alessandro D'Avenia lo usa come  souvenir: in ogni luogo del mondo in cui si trovi, ne acquista l'edizione locale).

La storia comincia nel Sahara, dove un aviatore precipita con il suo aereo e incontra un curioso bambino che gli chiede di disegnargli una pecora. A poco a poco il bambino racconta di se stesso e rivela di essere il principe di un pianeta lontano, l'asteroide B612, un luogo inconsueto in cui viveva da solo con una rosa scorbutica e vanitosa di cui si prendeva cura. La lontananza gli fa scoprire l'amore per la sua rosa e il rapporto profondo che esisteva tra loro. Per questo gli serve una pecora: deve mangiare tutti i rami di baobab che stanno crescendo, per evitare che soffochino il pianeta (e la sua rosa).

Prima di arrivare sulla terra, il Piccolo Principe ha vagato per diversi pianeti, incontrando personaggi strani e assurdi, ma ognuno capace di insegnargli qualcosa: il re vuole comandare, gli ubriaconi bevono per dimenticare la vergogna di farlo, l'uomo d'affari conta le stelle del cielo pensando che gli appartengano, il geografo sta seduto alla sua scrivania ma non conosce il suo pianeta e il lampionaio deve accendere le luci a un ritmo forsennato, preoccupato di non lasciare al buio i suoi concittadini (e trasformandosi così nell'unico essere altruista della lista).

Una volta sul nostro pianeta, si imbatterà in un serpente, poi in un enorme roseto, a dispetto dell'unicità universale di cui si vantava la sua rosa, e infine in una volpe. Che gli chiederà di essere addomesticata, in nome dell'amicizia. Tra altri mille incontri e piccole avventure, passa un anno e il Piccolo Principe dai capelli dorati si prepara a tornare a casa, con la pecora e la fidata volpe, per prendersi cura della sua rosa.

Ecco cosa succede tra le parole di quelle pagine, contemporanee come solo i grandi libri sanno essere. Con un messaggio perfetto per i lettori di ogni età: occuparsi degli altri. Certo, ci vuole molto, ma molto coraggio per attraversare intere galassie a caccia dei ferri del mestiere. Ma nel viaggio, si sa, si cresce. Anzi, senza quel viaggio, così lungo e ingarbugliato, il protagonista non avrebbe mai potuto incontrare la sua volpe.

Metafora del passaggio all'età adulta, questo libro è un piccolo gioiello di narrativa, ad alto tasso di poesia. E i disegni lo avvicinano alle più recenti graphic novel. Serve qualche altra motivazione per leggerlo? Ce ne sono altre quattro: crescere significa diventare responsabili, ma per raggiungere questo grado di consapevolezza occorre viaggiare, fare ricerca, parlare con gli altri. Che possono essere buoni, cattivi, ma il più delle volte tutte e due le cose insieme. L'importante però è trovare un amico sul proprio cammino: sarà il compagno di sempre, pronto a sostenerci e a condividere tutto, compresa la speranza.

In effetti, quelli indicati qui non sono cinque motivi per leggere le avventure di un ragazzino, ma cinque valori da non dimenticare mai: godere della bellezza, fare ricerca in se stessi, prendersi cura dell'amore, coltivare l'amicizia e non perdere la speranza.

Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Bompiani

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