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Il nuovo romanzo di Dave Eggers, le prime impressioni dall'estero

In 'Heroes of the Frontier' si trova il ritratto dell'America di oggi, attraverso la storia di una crisi d'identità e un'evasione verso l'Alaska

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Andrea Bressa

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Heroes of the Frontier è l'atteso settimo romanzo di Dave Eggers ed è appena uscito in lingua inglese con le case editrici Kopf e Penguin (26 luglio). Arriva a due anni di distanza da I vostri padri dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre? e a tre da il discusso Il cerchio (entrambi per Mondadori).

In questo nuovo lavoro, per il quale non conosciamo ancora la data di pubblicazione in Italia, Eggers riprende un tema molto caro nel filone dell'epica statunitense, ossia la natura selvaggia dell'Alaska, con la sua carica simbolica di evasione, fuga e recupero di valori ancestrali dell'essere umano.

La protagonista è Josie, che dall'Ohio decide di spostarsi in Alaska con i suoi due figli, fuggendo da un matrimonio fallito e da una vita piena di delusioni, una tra tutte la chiusura del suo studio dentistico, dovuta a una causa legale intentata da un suo ex paziente. Il selvaggio stato americano, un po' come per Nelle terre estreme di Jon Krakauer, rappresenta nel romanzo di Eggers l'illusione di una ripartenza, un riprendere in mano la propria vita per cominciare dalle basi, lontano dalle storture della contemporaneità.

Almeno è così che appare guardando le prime recensioni della stampa estera, come per esempio quelle del Guardian o del New York Times. Quest'ultima in particolare, firmata da Michiko Kakutani, si sofferma su una possibile connessione con un altro lavoro di Eggers del 2012, Ologramma per il re (Mondadori). Secondo la giornalista, infatti, entrambi i romanzi, in modi diversi, restituiscono una divertente ed efficace analisi della società americana, veicolandola, appunto, attraverso le profonde crisi esistenziali e personali dei protagonisti: in Ologramma per il re si parlava di Alan Clay, cinquantenne divorziato e ormai in bancarotta, che viene mandato in Arabia Saudita dall'azienda per cui lavora con l'incarico di ottenere un importante appalto. Laggiù, però, si trova in una condizione di attesa di "buzzatiana" memoria, che lo spinge a ripensare e rivalutare la sua vita.

Heroes of the Frontier potrebbe dunque sembrare un libro drammatico, ma pare che Eggers abbia inserito anche la sua solita dose di ironia, rendendolo, secondo la sinossi della Penguin, una brillante commedia black sull'America moderna, “un avvincente e divertente romanzo sulla famiglia, la perdita e il recupero, e un potente esame della vita americana contemporanea”.

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