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Il derby della Madonnina

Il romanzo delle sfide tra Inter e Milan in 73 partite diversamente indimenticabili dal 1908 al 2013. Da leggere per tifo e da rileggere per scaramanzia

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Paolo Corio

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"E' molto curiosa la storia di mio nonno con le due squadre di Milano. Da ragazzino il nonno tifava per il Milan perché il campo dei rossoneri era vicino al suo quartiere e alla sua scuola. Alle elementari di via Morosini quasi tutti i ragazzini erano milanisti e Peppino e i suoi compagni cominciarono a diventare assidui frequentatori delle tribune e del campo del Milan. Nella fantasia dei ragazzi di quei tempi c'era però il famoso giocatore dell'Inter Luigi Cevenini, detto Zizì, e il sogno del nonno divenne ben presto quello di diventare come Zizì, di correre come lui, di dribblare e di tirare in porta come solo lui sapeva fare. Grazie anche al suo idolo, il nonno divenne ben presto interista a tutti gli effetti".

A scrivere è Federico Jaselli Meazza e il nonno in questione è il Giuseppe (detto "Peppino") al quale è ora intitolato lo stadio di San Siro, storico palcoscenico de Il derby della Madonnina (Book Time, € 16), raccontato dall'omonimo libro scritto a sei mani e, calcisticamente parlando, due cuori: quelli dell'interista Alberto Figliolia e dei milanisti Davide Grassi e Mauro Raimondi, tutti già ampiamente rodati nel proporre storie di calcio. Perché questa è la formula che rende tanto interessante quanto divertente la lettura: 73 derby, dal 1908 al 2013, per altrettanti racconti che si snodano in campo e fuori (a partire ovviamente dagli spalti) tra fuoriclasse e "bidoni", tra le più esaltanti vittorie e le peggiori sconfitte. Il tutto in quattro tempi di gioco all'insegna della par condicio più che del fair-play (perché non mancano gli sfottò agli avversari): "Le grandi vittorie neroazzurre", "I trionfi del Milan", "Facce da derby" e "Derby sul filo del rasoio" sono infatti le sezioni in cui si snoda la partita dopo le prefazioni di Chicco Evani, Pierino Prati, Angelo Colombo e Giacinto Facchetti in aggiunta a quella del già citato nipote di Meazza.

Oltre che scoprire interessanti aneddoti e non sempre scontati protagonisti, stracittadina dopo stracittadina, goal dopo goal, interisti e milanisti ritroveranno così gioie (e sofferenze) dimenticate in 282 pagine da leggere e magari scaramanticamente rileggere in attesa della sfida che verrà. Perché quella del derby - e quindi di questo libro - è una storia dal finale sempre appassionatamente riaperto.

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