'Il corpo umano', Paolo Giordano racconta la guerra in Afghanistan

La quotidianità di un plotone di giovani soldati comandato dal maresciallo Antonio René, uomo in piena crisi di coscienza. E il libro sembra promettere un altro successo

Paolo Giordano

Paolo Giordano – Credits: Getty Images / Valerio Pennicino

Andrea Bressa

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Cinque anni fa esordiva con La solitudine dei numeri primi (Mondadori), conquistando immediatamente i favori del pubblico e della critica e aggiudicandosi il Premio Strega 2008. Paolo Giordano è tornato con il suo secondo lavoro, Il corpo umano (Mondadori), un romanzo ambientato tra i soldati impegnati in Afghanistan.

Con quell’esordio da un milione di copie ci si aspettava di vedere lo scrittore torinese cavalcare l’onda della celebrità, sfornando magari un titolo dietro l’altro. E invece Giordano ha optato per una più lenta gestazione.

Il libro è frutto di un viaggio che l'autore ha compiuto assieme ai militari italiani in Afghanistan nel dicembre 2010, con l'idea iniziale di farne un reportage. Ma la visita alla fob (Forward Operating Base) “Ice”, un avamposto particolarmente isolato nel distretto del Gulistan, nel sud del paese, ha fatto scattare in lui la molla del romanziere. Incontrando dei coetanei, alla soglia dei trent’anni, impegnati in quella che in qualche modo è la guerra della sua generazione, Giordano si è immaginato al loro posto e ha sfornato l’idea per Il corpo umano .

Nel libro si racconta la quotidianità di un plotone di giovani soldati comandato dal maresciallo Antonio René, uomo in piena crisi di coscienza, tormentato dal dubbio se far abortire o meno la donna con cui è stato in modo occasionale in Italia. Tra gli ultimi arrivati c’è il caporalmaggiore Roberto Ietri, di soli vent’anni, che, come tanti altri suoi commilitoni, vede nell’Afghanistan la più grossa prova della sua vita. In quella base dimenticata dal mondo opera anche il tenente medico Alessandro Egitto, rimasto sul campo per sfuggire a una guerra privata che considera forse più pericolosa di quella combattuta con le armi da fuoco, abbattuto dalla depressione e schiavo degli ansiolitici.

La noia, il caldo, la scomodità e la precarietà della vita al fronte accompagnano le vicende di questi uomini, i quali tracciano, con il loro coro di voci, un sentiero attraverso altri conflitti non meno tragici, come quelli familiari, sentimentali ed esistenziali. Riflettendoci, sembra ci sia un richiamo, seppur non dichiarato, alle atmosfere del capolavoro di Dino Buzzati, Il deserto dei tartari (Mondadori).

Le prime impressioni che si trovano in Rete sembrano premiare il nuovo lavoro di Paolo Giordano. Per avere un assaggio del libro potete dare un occhio qui , o andare sul sito dedicato all’autore , dove trovare cinque estratti dal romanzo (“pillole”) letti dallo stesso Giordano e accompagnati da video.

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Il corpo umano – Paolo Giordano (Mondadori)
La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano (Mondadori)
Il deserto dei tartari – Dino Buzzati (Mondadori)

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