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Il consommé à la royale di Karen Blixen

Cene d’autore/6 . Tuorli d’uovo, brodo di carne, sale e pepe: Babette è ai fornelli e il suo piatto promette bene, salvo creare inattese conseguenze…

(Credits: Flickr/huguesndelafleche)

Cucina e narrativa hanno un lungo e consolidato rapporto. Da secoli,   anzi da millenni. Non c’è scrittore che non se ne sia occupato,  mettendo  a tavola i suoi principali personaggi. In dieci puntate , proviamo a raccontare il rapporto tra cibo e letteratura attraverso classici, romanzi e libri di successo.

Partiamo da una  confessione, tratta dalla Mia Africa : «Io stessa  ero appassionata di cucina: tornando per la prima volta in Europa avevo preso lezioni da uno chef di un noto ristorante francese. Sarebbe stato divertente poter preparare dei buoni piatti in Africa, pensavo».

Karen Blixen amava cucinare. Babette, il suo personaggio per eccellenza, reso celebre a fine anni ‘80 da una straordinaria performance cinematografica diretta da Gabriel Axel, non è da meno. Certo: riletti oggi, quei piatti farebbero inorridire qualsiasi vegetariano. Eppure, vale la pena di dare un’occhiata ai fornelli del racconto, iniziando magari dal consommé à la royale.

Per prepararlo, saranno necessari due tuorli d’uovo, un uovo intero, duecento grammi abbondanti di brodo di carne, sale e pepe di cayenna in grani. Il rito qui si fa chiaro e poco elaborato: bisognerà sbattere i due tuorli, unendovi poi l’uovo intero e aggiungendovi, in un secondo momento, il brodo di carne con il sale e con il pepe. La tappa successiva impone di mettere tutto a bagnomaria in un recipiente pieno di acqua bollente ed infornare a trecento gradi. Nonostante l’alta temperatura, un buon consommé non dovrà mai  bollire e sulla sua superficie non dovranno mai formarsi piccole croste. Cotto l’involto, si dovrà far raffreddare, tagliandolo con molta attenzione. I pezzetti si uniranno al brodo, stando accorti a non romperli.

«Il pranzo di Babette – ha scritto nel suo saggio omonimo la Alacevich  – è un banchetto in perfetto stile francese: dalla preparazione delle pietanze a base di cibi rigorosamente giunti dal paese natale di Babette, attraverso l’accurato modo di imbandire la tavola e di servire, fino alla presentazione dei piatti rigorosamente accompagnati da vini per lo più francesi, è chiaro che la chef parigina segue le regole più tradizionali della cucina della propria terra».  Il  banchetto sarà poi di svelatore di un mondo, quello dell’alta società francese, ignoto ai norvegesi, e dell’identità della straordinaria chef che a Parigi, al Café Anglais, era ormai diventata una celebrità.  Non solo: ma il convito manderà in frantumi i delicati equilibri del paesino norvegese tanto che, alla fine della giornata, Martina e Philippa inviteranno la protagonista a partire.

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