Ian McEwan, troppo divo per dar risposte sull'amore

Lo scrittore de L’amore fatale si sottrae alle domande sul sentimento più universale

di Stefania Vitulli

"Mister McEwan, l’uomo oggi è davvero libero? E nell’amore siamo liberi?". Lei è seduta in prima fila, ha la voce giovane ma sicura. Lui è quello in completo color grigio topo, la star, e le trova domande strane, aliene. Sono domande esistenziali, quadridimensionali, belle e vere. Inadatte. "È la prima volta che mi capita in una occasione del genere". Come se esistesse un’etichetta da conferenza stampa a cui uno scrittore è vincolato. Come se uno scrittore non avesse il diritto di sbracare su amore e libertà a detrimento del galateo mediatico o della stabilità della temperatura emotiva. Come se scrivere fosse solo un mestiere. Aleggia un certo imbarazzo.

Ian McEwan è ben allenato. Snocciola un parere che sembra un ordine programmatico delle Nazioni Unite, cita algidamente carte dei diritti e associazioni e religioni. Lei insiste. Lui è contrariato, in modalità understatement, dall’attacco alla privacy che una domanda sull’amore lancia alla vita dell’autore di un capolavoro come L’amore fatale : "Non so se la natura ci impedisce di scegliere chi amare perché la specie prosegua senza intoppi. Quel che è certo è che questo costituisce ottimo materiale per creare storie". Uno dei più grandi scrittori del mondo è lì, in completo grigio da sportello bancario, davanti a te. È una tua grande occasione. Ma dovresti comportarti come se fosse solo un frigido prodotto da promuovere.

Un divo della Hollywood blindata. La tessera di un sistema che impone che cosa dire, a chi e quando. Un sistema in cui sono gli agenti, gli editor e l’ufficio stampa a decidere per te, a programmarti le interviste, perché "in Italia ne fa solo una e stiamo vedendo con chi farla andare in porto". Alibi: un artista deve essere protetto da quarto, quinto e sesto potere. Risultato: un artista visto da vicino diventa inconsistente. Tutto in McEwan, anche il completo color topo, urla: "No comment". Ma perché non ci parla dell’amore? Sarebbe bellissimo, lo sa? Convocare la verità, provocare alla bellezza sono compiti dolorosi per chi ha un carattere color topo. Ma sono l’unica forma di impegno urgente, oggi, per chi scriva. Se uno dei più grandi scrittori del mondo è lì, davanti a te, in completo grigio da sportello bancario, è anche sua, la grande occasione.

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