Héctor Tobar, L'estate dei barbari: quanto è inclemente la cameriera

Ha preso il Pulitzer, ora racconta l’ascesa e la caduta della middle class attraverso gli occhi della servitù

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Terry Marocco

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Il nuovo Falò delle vanità è ambientato in California. Dalla New York degli anni 80 avida e razzista, raccontata da Tom Wolfe, alle case di lusso affacciate sull’oceano circondate da giardini esotici piene di tavoli di design e servitù messicana. Qui vivono i nuovi barbari, la middle class che troppo in fretta ha percorso la scala sociale e che oggi si trova sul baratro della crisi. A farne un ritratto preciso e impietoso è il giornalista del Los Angeles Times e premio Pulitzer Héctor Tobar, 49 anni, originario del Guatemala, che è appena uscito in Italia con L’estate dei barbari (Einaudi Stile libero), corposo romanzo scelto dal New York Times come uno dei migliori libri dell’anno.

"Oggi la California è considerata la Grecia degli Stati Uniti" racconta dalla sua casa a Mount Washington, quartiere bohémien nel centro di L.A. "Il boom degli anni passati aveva creato un ceto medio giovane e agguerrito diventato finalmente ricco: case che valevano il triplo, stile di vita evoluto. Oggi tutto questo è svanito, le università tagliano i budget, le aziende licenziano, la disoccupazione è alta, oltre il 12 per cento. Accorgersi che non si era ricchi, che in fondo non lo si era mai stati, è molto difficile".

Nelle oltre 500 pagine la coppia protagonista Maureen e Scott Torres-Thompson, giovani, belli e benestanti, comprendono che la pacchia è finita e le loro carte di credito non consentono più stuoli di camerieri messicani, né il raffinato giardino pluviale, simbolo pacchiano della loro ascesa sociale. Ad assistere muta al loro declino c’è Araceli, l’ultima colf rimasta per occuparsi dei tre figli. "I ricchi quasi non rivolgono la parola ai latini che lavorano per loro, li considerano degli incivilizzati, perché vengono dal Messico, la terra dei narcos. E poi affidano loro, completamente, i figli, la cosa più preziosa che hanno".

La nuova povertà dell’upper class si scontra in California con quella dell’immigrazione e con una violenza in crescita.

Araceli alla fine pagherà per quello che non ha commesso, per il solo fatto di arrivare da oltre la frontiera. "Ancora oggi sconto le mie origini guatemalteche: se taglio l’erba sul prato di casa, mi chiedono se sono il giardiniere. Araceli sono io".

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