Giuseppe Fornari, La verità di Caravaggio

Un'opera non convenzionale, scritta da uno storico della Filosofia e dedicata al "pensiero che si è condensato e tradotto in immagini artistiche" del pittore che ha l'irriducibile forza di "evocare dal Nulla la presenza di Dio"

Caravaggio, Seppellimento di Santa Lucia, Siracusa, Santa Lucia alla Badia

Luigi Gavazzi

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La verità di Caravaggio di Giuseppe Fornari (Nomos Edizioni) è davvero un libro di passioni. Passioni per il grande Michelangelo Merisi, il Caravaggio, ma anche per "il pensiero artistico", che per l'autore non è un pensiero estetico sull'arte ma "pensiero che si è condensato e tradotto in immagini artistiche".

Fornari è docente di Storia della Filosofia (Università di Bergamo) e ci presenta il suo libro come un'indagine sul pensiero, fin dalla struttura, costruita attorno al tema centrale: la riflessione sulle convinzioni cristiane di Caravaggio, "indispensabili per comprenderne l'arte e la visione del mondo".

Scrive Fornari nella prefazione:

Dopo di lui nulla è rimasto come prima, un dono tremendo che lo ha colpito infliggendogli le sventure di un profeta, ma dandogli del profeta anche l'irriducibile forza, la capacità di evocare dal Nulla la presenza di Dio.

L'autore di La verità di Caravaggio si preoccupa anche di rassicurare il lettore sospettoso: il lettore preoccupato dall'eccesso di popolarità di Caravaggio, artista che tutti dicono di amare, di cui i media si occupano così spesso. Popolarità che è diventata un vero "flagello" perché porta a travisarne l'opera, perché ostacola il lavoro per isolare concetti e idee della sua pittura "nella marea di deformazioni e di banalizzazioni".

Su tutte, anzi quasi premessa a tutto il discorso di Fornari, è la critica alla psicologia presunta nell'opera di Caravaggio. Psicologia con la quale identificarsi per venire illuminati. Invece, dice l'autore, a Caravaggio non interessa la psicologia degli essere umani che si trovava davanti. Se pensiamo che ci piaccia perché ci fa entrare nel mondo interiore, ecco che forse ci siamo confusi.
Allora, prima di tutto dobbiamo capire Caravaggio per quello che ci ha detto con la sua opera e con la sua vita. Che Fornari, insieme ad altre idee forti del suo libro, ci aiuta a leggere. Tenendo in gran conto il nesso "drammatico" fra vita e opere che "in Caravaggio raggiunge, per la prima volta, punte così lancinanti da coinvolgere e sconvolgere determinando una vicinanza sconosciuta al Rinascimento, a riprova che anche per questi motivi con lui inizia una nuova èra della storia dell'arte".

Vale poi la pena aggiungere che l'editore Nomos ha deciso di dare a questo libro una forma che ne facilita la lettura: il che non è scontato in un'opera dedicata all'arte. Qui abbiamo le dimensioni contenute - non è insomma un libro da tavolino ma un libro da borsa, di quelli che si leggono in piedi in metropolitana - ma allo stesso tempo la riproduzione molto curata delle opere del pittore e un apparato di note rigoroso.

Infine, particolarmente efficace è il capitolo dedicato a il Seppellimento di santa Lucia (è il capitolo 8). Per chi ha visto l'opera nella cornice quasi incantata della chiesa di S. Lucia alla Badia a Ortigia - Siracusa, le parole di Fornari aiutano la memoria, segnata dal buio della scena immaginata da Caravaggio. Un capitolo che merita un'attenzione particolare anche perché Fornari ci ricorda che il suo lavoro su Caravaggio proprio da qui è partito, da quest'opera "commovente".

Giuseppe Fornari,  La verità di Caravaggio, Nomos Edizioni
173 pp, 19,90 euro

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