Giovanni Floris: "Milan Kundera, Ballarò e i miei figli"

Il giornalista definisce il suo libro Oggi è un altro giorno "guerriero e personale". E racconta l'importanza dell'istinto

Stefania Berbenni

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Giovanni Floris si è letto tutti i romanzi di Milan Kundera, ma se ne dovesse salvare uno, sarebbe Lo scherzo , innegabilmente un piccolo capolavoro dove il caso, sicuro della propria impunità, gioca una partita a scacchi con la morte facendo finta di giocarla con la vita. Non è un caso però che Floris abbia vinto molti premi di giornalismo; che il suo Ballarò viaggi sopra i 4 milioni di spettatori; e che Oggi è un altro giorno sia un libro "guerriero e personale" (parole sue).

Perché questa definizione?
È una riflessione che riguarda me e come ho vissuto gli 11 anni di Ballarò. Non mi ero mai fermato a pensare cosa avessero significato.

A sorpresa, scopriamo un Floris che usa l’istinto più di quanto faccia trasparire in video...
Il conduttore deve sollevare dubbi, approfondire, cercare le contraddizioni...

E avere il fiuto di capire chi gli sta davanti. Nel libro si scopre il suo metodo.
C’è un primo istante in cui cogli l’insieme della persona. Poi, frequentandola, ti sfuggirà qualcosa. Io studio sempre come appare. Però, se le cose che dice non corrispondono all’immagine fornita, comincio a farmi delle domande.

Confucio, Churchill, Bobbio, Popper, Latouche, Weber... Non manca nessuno.
Cerco di ragionare. Di scompaginare le carte per trovare nuove categorie che ci aiutino ad affrontare la realtà.

Parla molto di scuola e spiega che ha scelto di mandare i suoi figli alla pubblica. Perché?
La crisi del Paese più che politica ed economica, è culturale. Non nel senso di nozioni, ma di capacità di leggere il nuovo. E gli strumenti te li fornisce la scuola. Mia moglie e io abbiamo scelto la pubblica perché ci sembra che rappresenti il mondo in cui i bambini dovranno crescere, con valori e idee che non sono solo i nostri. Aperta, come dovrebbe essere la società. Invece la scuola privata si costruisce intorno a delle idee.

Che opinione si è fatta del carattere degli italiani?
Che hanno una grande capacità di rinascere e di approfittare della anarchia di fondo per migliorare la propria condizione.

Pessimismo della ragione, ottimismo della volontà.
È un ottimismo innato. Abbiamo il dono di una grande libertà mentale.

Nessuna furbizia?
L’importante è non rimanere sotto quella libertà. Va utilizzata.

Oltre a Kundera, qualche titolo amato della sua libreria?
Le braci di Sándor Márai . E ho appena riletto La versione di Barney di Mordecai Richler .

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