‘La giostra dei fiori spezzati’, un thriller storico di Matteo Strukul

Nella Padova di fine Ottocento, la caccia senza esclusione di colpi a un serial killer brutale e spietato

La giostra dei fiori spezzati

Un dettaglio della copertina – Credits: Mondadori

Filippo Ferrari

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Matteo Strukul, promettente voce del noir italiano, ha da poco pubblicato per Mondadori il suo terzo romanzo, La Giostra dei fiori spezzati . Si tratta di un’importante novità per lo scrittore padovano, che tenta per la prima volta la strada del thriller storico.

Una serie di efferati omicidi sconvolge il turbolento quartiere di Portello, uno dei più malfamati della Padova ottocentesca. Per scovare il colpevole, l’ispettore Roberto Pastrello decide di ricorrere all’aiuto di due vecchie conoscenze: il giornalista Giorgio Fanton, acuto osservatore di quegli ambienti degradati, e il criminologo Alexander Weisz, geniale investigatore in grado di anticipare le mosse dei killer più spietati. I tre dovranno dare la caccia all’assassino seriale noto come Angelo Sterminatore, la cui furia omicida pare accanirsi contro le donne che portano il nome di un fiore.

Al di là della trama avvincente e ben congegnata, l’autentico punto di forza del romanzo di Strukul sta nel carattere dell’inquietante detective Alexander Weisz. Costui, misantropo solitario e dipendente dal laudano, riesce infatti a comprendere meglio di chiunque altro la logica malata dei serial killer proprio perché egli stesso è affetto da alcuni disturbi mentali, che lo tormentano dal giorno in cui la madre venne brutalmente uccisa sotto ai suoi occhi.

I toni noir della vicenda, simili a quelli del romanzo poliziesco inglese dell’Ottocento, sono resi ancora più realistici dalla minuziosa ricostruzione del contesto storico, con tanto di riferimento alle epidemie di pellagra e agli sconvolgimenti che l’avvento della ferrovia provocò nella miserabile comunità di Portello.

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