Giornata della memoria: 5 libri di sopravvissuti all’Olocausto

Le testimonianze dirette di chi si è salvato dalla tragedia di settant’anni fa

auschwitz

La famosa scritta posta all'ingresso di molti campi di concentramento nazisti – Credits: Thinkstock

Andrea Bressa

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Per la Giornata della Memoria vogliamo proporre cinque consigli di lettura scritti da chi ha vissuto in prima persona i tragici eventi di settant’anni fa. Cinque voci di testimoni diretti e miracolosamente sopravvissuti alla barbarie. Tra questi c’è chi è rimasto in silenzio per mezzo secolo prima di trovare la forza di parlare, come N. Bannister, e chi invece, come Yankel-Yakov Wiernik, è riuscito subito a far sapere al mondo e alle nuove generazioni quello che non deve più ripetersi.

L’ultimo sopravvissuto – Sam Pivnik (Newton Compton)
È scampato alle crudeltà delle SS e dei Kapo ad Auschwitz-Birkenau, ha resistito ai lavori forzati e alla famigerata “marcia della morte” ed è sopravvissuto infine anche al naufragio della nave per trasporto prigionieri Cap Arcona, nel maggio ’45, bombardata dalla RAF. Sam Pivnik aveva appena 13 anni, e questa è la sua testimonianza.

Il pianista – Wladyslaw Szpilman (Dalai Editore)
Romanzo autobiografico da cui è stato tratto anche il toccante film omonimo di Roman Polanski. Racconta le vicende nella Varsavia occupata del giovane pianista ebreo Wladyslaw Szpilman, testimone della tragedia e, in qualche modo, anche del possibile riscatto dell’uomo.

Un anno a Treblinka – Yankel-Yakov Wiernik (Mattioli 1885)
Wiernik sopravvisse a Treblinka grazie alla sua abilità di operaio specializzato. Il suo prezioso racconto nasce dall’esigenza di far sapere alle nuove generazioni la barbarie vissuta. Il libro è arricchito dalla deposizione che lo stesso Wiernik rese nel giugno 1961 nell’udienza al processo contro Adolf Eichmann.
 
Il mio diario segreto dell’Olocausto – N. Bannister, Denise George, Carolyn Tomlin (Newton Compton)
N. Bannister ha nascosto per cinquant’anni, nella soffitta della sua casa nel Tennessee, un baule pieno di ricordi dolorosi: documenti, foto, pagine di diario raccolti in questo libro, che raccontano l’esperienza di una ragazzina prigioniera nei campi di lavoro e testimone della morte di tutti i suoi cari.

Forse sogno di vivere – Ceija Stojka (La Giuntina)
Memoriale della più famosa donna rom reduce da Auschwitz e Bergen-Belsen. La scrittrice recentemente scomparsa racconta in questo libro il Porrajmos, il genocidio degli zingari di cui fu testimone diretta.

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