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Il nuovo giallo di Gianni Simoni: 'Troppo tardi per la verità'

La coppia Petri-Miceli protagonista di un thriller ingarbugliato, che parte da uno strano incidente

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Martino De Mori

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Torna in libreria Gianni Simoni, l'ex magistrato e ora giallista a tempo pieno, che negli anni ha saputo crearsi una nicchia di pubblico. Due i filoni narrativi, sempre a tema poliziesco, su cui si muove Simoni: il commissario Lucchesi, afro-italiano di stanza a Milano, e Petri e Miceli, uomini di legge che indagano nel bresciano.

Stavolta, in Troppo tardi per la verità (Tea), è il turno di una nuova avventura per Petri e Miceli. Il primo, ex giudice, conduce la sua solita vita da pensionato incapace di stare fermo, il secondo è stato reintegrato alla Omicidi. La trama parte da un incidente stradale mortale che sembra uno dei tanti ma non lo è. Il sovrintendente Armiento nota particolari fuori posto e la scomparsa dei testimoni infittisce i sospetti.

Fra ribaltamenti di scena e nuove figure che entrano in campo le indagini si fanno sempre più complicate. Per risolvere il caso, come al solito, a Miceli e alla commissaria capo Grazia Bruni servirà l'esperienza di Petri, beone e indolente ma dalla mente poliziesca due passi avanti rispetto agli altri.

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