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Geminello Alvi, Eccentrici

Le vite squinternate degli uomini che hanno cambiato il mondo

Geminello Alvi, Eccentrici

Giulio Passerini

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L’eccentrico è l’unità di follia più piccola della società. Una cellula impazzita. La sua caratteristica principale è quella di dedicare un’enorme quantità di risorse (economiche, temporali, intellettuali) a progetti senza alcuna utilità immediata. L’eccentrico è perciò radicalmente antieconomico nel suo approccio alla vita, e non stupisce che sia proprio un economista come Geminello Alvi a interessarsi alla sua fenomenologia. Eccentrici è appunto il titolo della sua raccolta di vite squinternate uscita per Adelphi. Non un saggio biografico, ma una silloge di racconti breve e poetica su alcuni dei bizzarri più famosi del secolo.

Attori e inventori
C’è dell’affetto nel modo in cui Alvi sceglie di raccontare i suoi pazzi sognatori. La prima cosa che ci rivela dell’inventore del dirigibile Ferdinand Von Zeppelin, per esempio, è la forma bombata del suo cranio. Così come ci racconta che il più grande desiderio di Archibald Alexander Leach, alias Cary Grant, era di essere davvero Cary Grant: “Ognuno vuole essere Cary Grant” pare abbia dichiarato, “anche io”. Le parole di Alvi mettono a nudo la sostanza più intima di uomini e donne che, contro ogni probabilità (faceva il circo, Cary Grant), sono sopravvissuti a se stessi.

Stupori e tremori
Sono le vie traverse dell’immortalità quelle che gli interessano. Del capo indiano Geronimo, per esempio, non contano le battaglie più celebri ma lo stupore della prima volta su un aeroplano. Di Emilio Salgari non la grande opera immaginifica, ma la nobiltà e l’imperizia della sua morte da samurai (un doloroso harakiri con rasoio da barba). Contrordine: conta tutto ovviamente, il genio e le grandi scoperte, la follia e gli amori, ma niente appare bello e giusto al nostro autore quanto raccontare l’umana follia dei suoi amati eccentrici.

Pugili e cavalieri
Quanta sincera stima per le impossibili previsioni telluriche dell’autodidatta Bendandi, artigiano e Cavaliere della Repubblica. E quanta ammirazione per Gene Tunney, pugile scientifico dalle mani fragili. È grazie a uomini come loro, scarsi di buonsenso ma ricchi di passione e in qualche modo centrifughi, che possiamo scoprire la sorpresa che ci attende appena oltre la coda dell’occhio. Ironico e deliziosamente letterario, il libro di Geminello Alvi è capace di restituirci quell’amore per l’umanità che le nostre giornate ostinatamente consumano.  

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