Il mondo di 'Beta': intervista a Luca Vanzella e Luca Genovese

Parliamo con gli autori dell'avvincente fumetto tecno-vintage, a cavallo tra stilemi nipponici e italiani

Dettaglio dalla copertina del primo volume di "Beta" - Credits: Luca Genovese

Nicola D'Agostino

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"Sono passati quasi venticinque anni da quando, dopo la fine della guerra, il mondo si è diviso in due blocchi contrapposti capeggiati rispettivamente dagli Stati Uniti d'America e dall'Unione Sovietica. L'equilibrio tra le due potenze si regge sulla mutua minaccia dei robot, terribili armi capaci di distruggere una città in pochi minuti". È lo scenario in cui si muovono i personaggi di "Beta" , “manga” italiano d’azione architettato dallo scrittore Luca Vanzella e dal disegnatore Luca Genovese , edito in due volumi da Bao Publishing .

Ho contattato i due Luca per approfondire le caratteristiche del loro lavoro e l'immaginario in cui si muove.  

Un mix di fantascienza e fantapolica, tanta azione, omaggi, ironia quanto basta... e poi? Quali sono gli altri ingredienti di "Beta"?

Sicuramente il romanticismo: magari non salta proprio all'occhio tra tutti i complotti e i mostri giganti ma la storia d'amore tra Dennis e Ada è uno degli assi su cui ruota tutta la storia.
Poi un'altro ingrediente che sicuramente spicca è "l'effetto nostalgia", soprattutto al palato di lettori specifici, che da ragazzini hanno visto i robottoni in tv, e visto che è proprio quello il genere che abbiamo voluto rileggere, era inevitabile suscitare questo effetto. Quindi non abbiamo cercato di evitarlo, ci abbiamo giocato un po', ma non lo abbiamo reso uno degli elementi fondamentali del romanzo, è più un sapore retrò spruzzato su tutta l'opera.

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La scelta di pubblicare l'opera in due volumetti tankōbon è stata un'idea vostra o della Bao Publishing?

L'idea era di omaggiare gli ispiratori delle atmosfere che si respirano del libro anche nel formato editoriale, quindi proprio il formato tankōbon con sopraccoperta e con tutti i crismi. Noi lo volevamo fortemente e Bao ci ha accontentato, in più rilegandolo in un bel cofanetto . Volevamo anche metterci le prime pagine dipinte a colori, proprio come in molti manga, ma abbiamo scelto di riservarci questo sfizio per un'altra volta.

Più avanti è prevista un'edizione più grande, magari in volume unico?

Beh, prima dovremo esaurire le tirature dei due albi, anche se l'edizione completa e più grande ci piacerebbe molto. Vedremo.

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Quali sono state le reazioni dei lettori? Come è stato accolto dai lettori di manga e dagli appassionati di anime a base di robottoni?

Le reazioni sono state molto positive, sia dai lettori casuali che nei forum di appassionati di robot. Per i più è stato difficile accettare di dover attendere un anno dal primo libro al secondo , ma abbiamo cercato di essere più puntuali possibile. Anche la critica ci ha considerato, e non era una cosa scontata visto che abbiamo fatto un lavoro a cavallo tra pop e autorialità. In questo senso siamo molto fieri di avere una mostra al festival BilBolBul , uno dei baluardi del fumetto "alto". Ora incrociamo le dita per vedere se riusciremo ad esportarlo, che l'Italia non è l'unico paese dove i robottoni sono atterrati nell'immaginario collettivo e ci incuriosirebbe sentire le reazioni alla nostra rilettura.

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Beta è pieno di soluzioni grafiche e narrative che mediano tra gli stilemi nipponici e italiani, tra le serie animate e il fumetto. Quali sono gli aspetti di cui siete più soddisfatti?

Un'aspetto che ci soddisfa e che credo si sia riuscito rendere bene è il design dei robot e dei mostri, perché è in linea con le serie classiche ma non le scimmitotta. Un occhio attento può ritrovare le fonti di ispirazione di un elemento come un'ala, un pugno o un'arma ma il risultato finale è qualcosa di totalmente nostro, almeno così speriamo.
Poi siamo molto fieri delle scene di azione e della resa del retino (sopratutto nel secondo libro). Ma anche la dinamica dei combattimenti ci soddisfa molto: forse è lì che è più difficile trovare il giusto equilibrio tra oriente e occidente.

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Ci saranno altre storie ambientate nell'universo di Beta?

Un'altra storia già esiste, Beta nasce infatti da una storia che avevamo fatto per la nostra etichetta Self Comics in cui si vedeva la Base Adriatica ai giorni nostri, dismessa e cadente, dopo la fine dell'era robotica. In un certo senso tutte le circa 500 pagine di Beta sono un prequel a quelle otto.
Per altre storie future vedremo, possibilità per sviluppare storie nel mondo di Beta ce ne sono, e già ne abbiamo che ci ronzano in testa. Se ci sarà la giusta occasione potremmo cominciare a pensarci seriamente.

È possibile leggere da qualche parte la storia breve a cui fate riferiment?

Ora che il sito di Self Comics è in manutenzione per il decennale la si può trovare sul blog dedicato a Beta .

Cosa c'è dopo Beta? A quali progetti state lavorando?

Assieme stiamo lavorando al numero 6 della nuova serie Aurea, Long Wei . Per il resto seguiamo progetti distinti come abbiamo sempre fatto, ma quando troviamo qualcosa che ci appassiona reciprocamente è sempre bello lavorare assieme, quindi vedremo.

Nota: le immagini a corredo dell'intervista sono copyright di Luca Vanzella, Luca Genovese e Bao Publishing.

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