Alda Merini, protagonista di un fumetto. In versi

Un graphic novel ricorda la poetessa che ci ha lasciato nel 2009

Eugenio Spagnuolo

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Dopo aver trasportato nel mondo dei fumetti una lunga lista di italiani illustri, da Enrico Mattei a Luigi Tenco passando per Peppino impastato, Becco Giallo ci riprova con Alda Merini.

Ma non aspettatevi una biografia. Non in senso tradizionale, almeno. Ci sono notti che non accadono mai. Canto a fumetti per Alda Merini di Silvia Rocchi (Edizioni BeccoGiallo, Euro 18) è piuttosto un racconto grafico dove la poetessa milanese, scomparsa nel 2009, è protagonista di due narrazioni che si sviluppano su piani paralleli. Nella prima l'autrice si misura con la quotidianità di Alda Merini. Prova a immaginarla e a disegnarla tra luoghi a lei sacri, come i navigli e la stanza di un ospedale psichiatrico. E' una storia di poche parole, dove la poesia è quasi sempre sotto-traccia (ma c'è). Nella seconda invece si libera il furore poetico: Alda Merini, tratteggiata in abito rosso, parla solo con i suoi versi. E Milano lascia il posto a uno sfondo onirico e impalpabile. Le narrazioni si incrociano sulla pagina, lasciando al lettore la suggestione di miscelarle o separarle.

In entrambe le storie, ma forse sarebbe più giusto pensare a un unico racconto a fumetti fatto di realtà e sogno, la matita non è mai lieve, perché deve rendere conto di un'esistenza che lo è stata solo in parte. E il volto della Merini è sfumato, quasi che l'autrice voglia evitare di intromettersi nella sua vita reale. Il manicomio è solo accennato, così come i suoi amori tragici e avventurosi.

L'incursione si conclude con un'appendice di due pagine che raccoglie le poesie della Merini da cui sono stati tratti i dialoghi. Ed è allora che forse il graphic novel rivela la sua vera essenza. Non biografia, ma bella e preziosa introduzione all'opera di una tra i più grandi poeti italiani.

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