La fine del mondo secondo i Maya (e gli altri) in cinque libri

I testi che parlano della catastrofe annunciata per il 21 dicembre e non solo, i libri che hanno fatto "l'apocalisse"

"Il trionfo della morte" di Pieter Brueghel EPA PHOTO AFP-SOTHEBY'S/HO /ANSA/JI

Carmelo Caruso

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Non avete molto tempo, ma volete rischiare di arrivare al 21 dicembre 2012, fine del mondo annunciata dai Maya, senza esservi quanto meno documentati?

Sarà che il tema dell’apocalisse abbia sempre attratto scrittori e pittori, sarà che la fantasia si esprima meglio quando è instabile e deve confrontarsi con le cose ultime, certo è che l’impresa editoriale non si è lasciata sfuggire l’occasione di trattarne. Come non segnalare dunque tra i cinque libri da compulsare l’originale 2012 Apocalisse, silloge di 24 racconti messi insieme dal giornalista Gianfranco de Turris?

Dato alle stampe dalla casa editrice Bietti, 2012 Apocalisse, quando ancora la febbre era ben lungi da essere così alta come in questi giorni, il libro raccoglie 24 variazioni sul tema, 24 declinazioni e ipotesi sulla fine. A metà tra il fantascientifico e l’azzardo letterario, il testo raccoglie racconti del filosofo Giulio Giorello e del medievalista Franco Cardini.
Ma se sarà fine come avverrà? Nel racconto del sociologo Carlo Formenti “Il broker dei Maya”, sempre racchiuso nel testo, come altro immaginarla se non come una catastrofe finanziaria a opera di trader, broker, titoli tossici che corrono sul filo telematico delle borse internazionali?

E se gli scienziati hanno individuato ben 200 date nel corso del tempo in cui è stata profetizzata la fine da millenaristi, profeti ed evangelisti (d’altronde è l’Apocalissi di Giovanni il testo da cui tutto comincia), per chi volesse fare l’esegesi del libro neotestamentario da cui tutto scaturisce è il caso di leggere L’Apocalisse di Piero Stefani, edito da Il Mulino, saggio che tra figure retoriche, allegorie ed esegesi, sviscera nei dettagli la simbologia del testo biblico comparandola con le apocalissi moderne, con tanto di contaminazione con il cinema di Bergman e le arti visive di Giorgio De Chirico e Albrecht Durer.

Monumentale ricerca sulla “psicopatologia della fine” rimane però l’opera incompiuta La fine del mondo, dell’etnologo e antropologo napoletano Ernesto De Martino. Opera vertiginosa di 700 pagine che mescola discipline sociali, scientifiche, letteratura analizzando la paranoia della fine come malattia della mente e della schizofrenia. Dato alle stampe da Einaudi nel ‘77, l’opera è stato rieditata con l’introduzione di Clara Gallini. Di sicuro, non basteranno i pochi giorni che vi separano al 21 dicembre per leggerla ineteramente, tuttavia potreste cominciare con qualche paragrafo.

Se siete invece scettici e siete convinti che l’apocalisse è soltanto la festa degli imbonitori, troverete certezze nel saggio di Telmo Pievani La fine del mondo. Guida per apocalittici perplessi, pubblicato da Il Mulino, itinerario di dicerie e ragioni scientifiche sulla catastrofe. Perché ci affascina la fine del mondo? Forse perché abbiamo bisogno di rovesciare i rapporti, di mettere in discussione le nostre sicurezze alla fine come ogni rivoluzione fare di una fine nient’altro che un nuovo inizio.

Bufale quindi per Andrea Kerbaker, che già nel 2010, quando su internet cominciava a furoreggiare ed esplodere la profezia dei Maya, scriveva per Ponte delle Grazie il suo Bufale Apocalittiche, catalogo delle ultime bubbole e sciocchezze, diffuse da stampa e web, il luogo per eccellenza in cui come dice Kerbaker “Le paure si sono globalizzate”.

Così, chiusi in un bunker (a proposito ne costruiscono a prezzo di saldo) potete cominciare a prepararvi alla fine del mondo. Improvvisamente la pagina si chiuderà e … Tranquilli, chissà quanti altri libri vi aspettano.

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Gianfranco de Turris, 2012 Apocalisse, Bietti, 2012
Piero Stefani, L’Apocalisse, Il Mulino, 2012
Ernesto De Martino,  La fine del mondo, Einaudi, 1977, nuova edizione 2012
Telmo Pievani,  La fine del mondo. Guida per apocalittici perplessi, Il Mulino, 2012
Andrea Kerbaker, Bufale Apocalittiche, Ponte delle Grazie, 2010

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