"Le mani di papà", romanzo di formazione per piccolissimi

Crescere è un'avventura bellissima. Parola di Émile Jadoul, che firma un racconto a misura di neonati

Émile Jadoul, "Le mani di papà", Babalibri (ufficio stampa)

Micol De Pas

-

Ci sono libri che servono a diventare grandi e a scoprire la propria storia. Perché sin da subito ci si può affidare a piccoli romanzi di formazione, con protagonisti da zero a 15 mesi. Che viaggiano in un marsupio, che sguazzano in piccole vaschette di plastica e che scoprono (per la prima volta) quanto è bello prendere velocità su uno scivolo. Soprattutto se a tenerli ci sono le mani di papà. Quelle che i piccoli conoscono molto bene, perché le hanno sentite tante volte, ancora prima di nascere, appoggiarsi sul pancione della mamma.

Sono proprio quelle le mani che accompagnano il giovanissimo personaggio disegnato da Émile Jadoul in tutte le sue piccole-grandi scoperte del mondo: durante il bagnetto, in giro per la città, al parco giochi, sulle scale e nei primi tentativi di autonomia. Fino a dargli la sicurezza necessaria per imparare a camminare da solo.

Un libro per i più piccini, con poco testo e immagini giganti. Grandi quanto i papà (e le loro mani), intense come le mamme e felici come i bambini. È Le mani di papà di Émile Jadoul (Babalibri)

© Riproduzione Riservata

Commenti