L’editore Gaffi si rifà il look, nuova grafica e nuove collane

Fra cartellonistica retrò e tratti a china, Maurizio Ceccato ridisegna l'immagine della casa editrice

Gaffi Head

Giulio Passerini

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Quando un editore decide di cambiare marcia la prima cosa da fare è mettere mano alla grafica. Gaffi non fa eccezione e nell’ottica di un piano di rilancio della propria offerta editoriale affida la direzione artistica a Maurizio Ceccato, già art director di marchi come Hacca, Piano B, Elliot e altri.

Le collane passano da sei a due, una di saggistica (Ingegni) e una di narrativa (Godot), poli di un’immagine coordinata ridotta allo spettro cromatico essenziale del bianco e del nero. Il modello di riferimento per disposizione del testo e uso dell’immagine è quello della cartellonistica cinematografica retrò, con un'ampia illustrazione a tutta pagina e la titolazione relegata nel taglio basso assieme al logo dell’editore. Il tutto incorniciato dallo sfondo nero per la saggistica e bianco per la narrativa.

Bello anche il gioco fra i font: un Bembo leggero e arioso per il nome dell’autore, extrabold ma niente affatto spigoloso (Clarendon e Bernard) per il titolo, un semplice bastoni per il nome dell’editore. Spia di grande consapevolezza di progettazione è poi l’uso di carte diverse: color panna per la collana di narrativa, così da variare col biancore più deciso della copertina, bianco sporco per la saggistica che  ben si concilia col nero del prospetto che lo esalta senza dar luogo a un contrasto cromatico troppo forte.

Una nota a parte meritano le illustrazioni d’autore: bianco e nero per la collana di saggistica, con una prevalenza di tratti a china (tecnica che sembrava ormai dimenticata nei secoli dei secoli); a colori per la narrativa, con l’intento di sviluppare volume dopo volume una precisa identità di collana.

Un progetto semplicemente bellissimo, anarchico e severo, dove ogni cosa ha il suo peso e la giusta visibilità. Ceccato colpisce ancora.  

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