Dino Buzzati, cinque racconti per ricordarlo

Oggi l'anniversario della sua scomparsa

– Credits: ufficio stampa

Micol De Pas

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Se si cerca di definire la parola creatività, si arriva inevitabilmente a incontrare personaggi rari. Come è stato Dino Buzzati, geniale condensatore di visioni, scritture, racconti e fulminee sintesi da copywriter. Oggi ricorrere l'anniversario della morte, avvenuta il 28 gennaio del 1972. Ecco cinque racconti per ricordarlo (e magari scoprirlo).

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- La torre Eiffel, pubblicato in La boutique del mistero. Come in una fiaba, c'era una volta un personaggio visionario, che voleva creare una torre speciale, alta come nessun altro edificio di Parigi. Non ha questo tono il racconto di Buzzati, naturalmente, ma ha degli elementi di magia che caratterizzano questa raccolta di racconti, selezionati dallo stesso autore per la pubblicazione. La trama è proprio questa, con tanto di tocco surreale: una nube artificiale copre la parte superiore della torre mentre gli operai lavorano per sfidare le altezze consentite e presentate nel progetto originario. Ma poi, la realtà ha la meglio sulla fantasia: la polizia fa demolire il pezzo supplementare e inaugura una Tour Eiffel "regolamentare".

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- Paura alla Scala, in Sessanta racconti. Racconto lungo ambientato nel teatro milanese in cui il maestro Claudio Cottes si cala nel ruolo del presenzialista: non manca mai, accompagnato dal figlio o da solo. Ma un giorno si trova coinvolto in uno dei tanti moti rivoluzionari dei fantasiosi Morzi, che gettano nelk panico il pubblico dell'alta borghesia. Uno spaccato della società dell'epoca.

- Direttissimo, in Sessanta racconti. Forse la summa della filosofia di Buzzati, questo racconto è il reportage di un viaggio. Intimo, però. Perché il protagonista, fermata dopo fermata, passa in rassegna l'intero percorso della sua vita. Il lavoro, l’amore, gli affetti e i riconoscimenti fino all'ultima tappa del viaggio, la morte. Ma tutti gli elementi della scrittura di Buzzati intervengono a rendere questo racconto unico. Ci sono la fantasia mescolata al grottesco, l'introspezione, la paura dell’ignoto, la doppiezza umana, la religione, l'attualità... e soprattutto, lo sguardo disincantato dell'autore.

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- Il Colombre. Come un immenso leviatano, il Colombre è un mostro marino che sceglie le sue vittime tra i marinai, perseguitandoli ovunque vadano. Questo vuole la leggenda. Ma Stefano, il figlio di un marinaio protagonista della fiaba metaforica di Buzzati, vive una stranissima vicenda: vede il Colombre. La sua vita sarà segnata per sempre, finché incontrerà il mostro marino, per trovare poi la morte.

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-Poema a fumetti. Un'opera di straordinaria attualità, che ha fatto di Buzzati il precursore delle graphic novel contemporanee. La trama ricalca quella del mito di Orfeo ed Euridice, ma Orfi è un cantautore rock e perderà Eura in una misteriosa Milano, per ritrovarla e riperderla più volte grazie alla sua musica. A illustrarla sono i disegni dello stesso autore, che pubblica il suo lavoro di pittore, ma in forma di fumetto. Spettacolare.

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