Diego Marconi, Il mestiere di pensare. A cosa servono i filosofi?

L'eccesso di specialismo della filosofia rischia di confinarla in un ruolo marginale per la società. Eppure basterebbe che chi pensa "per mestiere" riuscisse a comunicare meglio per mostrare la grande rilevanza "generale" dei risultati di questa attività

Luigi Gavazzi

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Diego Marconi, professore di Filosofia del linguaggio all'Università di Torino e filosofo "analitico", ci aiuta in questo Il mestiere di pensare, a fare il punto sul lavoro del filosofo professionale. Ma la lettura del libro è anche un buon modo per fare, in generale, un rapido punto sulla filosofia, oggi.

Il primo capitolo, "La filosofia nell'epoca del professionismo" (tutti e quattro i capitoli del libro possono essere letti come saggi a se stanti) è quello che più interessa un lettore "non filosofo".

Perché Marconi ammette che lo specialismo crescente dei filosofi ha messo a rischio l'immagine della disciplina inducendo una parte del pubblico a giudicarla ormai "irrilevante" per la società, perché dedicata a questioni la cui importanza e il cui interesse sono difficili da afferrare, in contrasto con quanto faceva in passato, quando si occupava delle questioni fondamentali architettando grandi sistemi di pensiero.

Eppure il filosofo specialista - in particolare quello analitico - è diventato tale perché prende sul serio il suo lavoro, non vuole riscoprire l'acqua calda e quindi si colloca "dentro" la comunità scientifica dei suoi pari, tenendo conto di quello che questi scrivono, dedicandosi a problemi filosofici circoscritti e argomentando rigorosamente, senza pensare di dover "fornire un'immagine complessiva della realtà".

Il punto, dice Marconi, è comunicarlo. L'autore cita qualche argomento specifico affrontato dai filosofi analitici e prova a spiegarne la loro rilevanza "generale". E indica l'importanza della divulgazione di qualità, capace di rendere conto ai non specialisti del ruolo importante degli specialisti. Per questo cita anche alcuni testi importanti in questo senso che, insieme a quelli inseriti in bibliografia, rappresentano un ulteriore ricchezza di questo libro.

Gli altri capitoli sono più specifici e approfondiscono temi già affrontati nel primo: per esempio quello sull'"Identità della filosofia analitica" o sui possibili usi teorici della storia della filosofia.

Diego Marconi, Il mestiere di pensare
Einaudi, 2014, 153 pp, 10 euro

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