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I diari bollenti di Mary Astor: lo scandalo a luci rosse del 1936

Edward Sorel, illustratore del New Yorker, racconta lo scandalo che negli anni Trenta coinvolse l'attrice Mary Astor e il regista George Kaufman

I diari bollenti di Mary Astor

Matilde Quarti

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Mary Astor è un’incona del cinema americano degli anni Venti e Trenta, occhi melliflui e capelli raccolti in lievi onde, come voleva la moda del tempo. Edward Sorel, invece, è uno stimato illustratore: ad oggi ha una novantina d’anni e nella sua vita, oltre ad aver fondato uno studio di grafica piuttosto famoso, ha illustrato un secolo di riviste, dal New Yorker a Vanity Fair.

La coppia sembra quanto mai bislacca, eppure acquista senso con I diari bollenti di Mary Astor, esilarante racconto illustrato pubblicato da Adelphi, in cui Sorel racconta lo scandalo sessuale che coinvolse quell’attrice di cui da ragazzino non si era perso un film.

Una scoperta fortuita

Edward Sorel si è appena trasferito in una casa con un pavimento davvero pessimo, quando comincia a divellerlo trova uno strato di vecchi quotidiani. Sono tutti del 1936, evidentemente i precedenti proprietari avevano dovuto apparare le assi. Nonostante in Europa le tensioni politiche stiano diventando esplosive le prime pagine sono tutte per lei, Mary Astor, condotta in tribunale dal secondo marito in una causa di divorzio per l’epoca davvero scandalosa: Mary è colpevole di numerosi tradimenti, tutti annotati doviziosamente sul suo diario segreto con tanto di pagelle per i vari amanti.

La piccola Lucile e la sua snaturata famiglia

Mary Astor, che nasce con il poco spendibile nome di Lucile Langhanke, viene praticamente obbligata alla carriera cinematografica dal padre, tedesco con simpatie naziste, dispotico e interessato unicamente a diventare ricchissimo sulla pelle della ragazzina. Da parte materna Mary non è messa meglio: sua madre è una donna debole, completamente soggiogata alle mattane del marito e dà la netta impressione di odiare sua figlia. Nonostante Mary venga subito notata dai maggiori produttori americani e cominci quella che fin dall’inizio si prospetta come una sfolgorante carriera, non ha di fatto, un soldo: tutto viene incamerato dal padre, che la controlla a vista per impedire che i partner sul grande schermo lo diventino anche nella vita reale.

Due mariti e una carriera ruggente

Mary riesce a liberarsi dei genitori già ventenne, grazie a una carriera ormai avviata e a un primo, bislacco, matrimonio con il regista Ken Hawks: un brav’uomo per nulla intenzionato a consumare il matrimonio. A Ken (che va incontro a una tragica fine) segue Franklyn Thorpe, un medico mediocre intenzionato soprattutto a godersi senza alzare un dito le ricchezze accumulate dalla moglie. Nessuno, insomma, si sentirà di giudicare la povera Mary per aver trovato consolazione tra le braccia di uno dei registi più in voga dell’epoca: George Kaufman.
Peccato che Mary fosse solita raccontare tutta la sua vita privata nei diari segreti e che questi, letti dal mediocre ma geloso Thorpe, siano finiti in pasto alla stampa diventando il più grande gossip dell’epoca.

Sono passati anni, da quando Sorel ha trovato la storia di Mary nascosta tra le assi del suo pavimento. Anni in cui, tra un lavoro e l’altro, ha continuato a cercare informazioni su di lei, leggere biografie e parlare con persone che in qualche modo le sono state vicino. Ma è solo alla soglia degli ottant’anni che Sorel ha deciso di tornare ragazzo e confezionare un gioiellino scritto con ironia e accompagnato dalle sue illustrazioni, volutamente satiriche e nello stile dei disegnatori del tribunale. Non vi diciamo come finisce la causa per non rovinarvi la lettura, ma una cosa possiamo rivelarla: Mary, nonostante i tentativi di infangarla del marito, ha vinto un Oscar!

Edward Sorel
I diari bollenti di Mary Astor
Adelphi, 2017
169 pp., 20 euro

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