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'Di tutte le cose buone' di Clare Fisher

Una storia che parla di perdono e di amicizie, di madri e di figlie, e di come la speranza trionfa anche dopo la perdita più devastante

Di tutte le cose buone di Clare Fisher

Valeria Merlini

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Di tutte le cose buone (Harper Collins) è il romanzo d'esordio di Clare Fisher che ci trascina sulle montagne russe, dal paragrafo di apertura alla frase di chiusura, in un assalto letterario raccontato con una tale brillante audacia che risulta difficile credere non si stia leggendo il lavoro di un professionista esperto all'apice della carriera.

La storia è quella di Beth, in carcere per aver fatto una "cosa molto brutta" per la quale pensa di non meritare di sentirsi nuovamente bene.
Inizia così il suo viaggio di redenzione, un viaggio a volte commovente e a volte scandalosamente audace, quando non straziante. Erika, la sua psicologa, consegna a Beth un taccuino su cui scrivere tutte le cose buone riguardo alle sue esperienze di vita anziché concentrarsi sulla cosa cattiva che ha fatto.

“Spero che questa lista, qualsiasi cosa ne verrà fuori, ti
farà capire che per quante storie brutte o non-storie
potrai sentire su di me e su come è iniziata la tua vita,
non sono le uniche storie che esistono. Ma sai che c’è?
Penso sia una cosa buona trovare la speranza dove
chiunque altro ti direbbe che non ce n’è nessuna.”

I capitoli del libro comprendono le varie cose buone che Beth decide di scrivere ed esplorare insieme al lettore. Sono cose come "Amiche con cui puoi essere strana", “Addormentarsi con le gambe intrecciate a quelle di qualcun altro”, "Leggere ad alta voce per qualcuno che ascolta" e "Quando un bambino ti morde il capezzolo come se non volesse più staccarsi". Decisamente un ingrediente indispensabile per la sua narrazione che ci aiuta ad avere sottili indicazioni sullo stato emozionale (e mentale) di Beth.

Il legame emotivo con la protagonista è inevitabile. Ciò avviene grazie alla profonda voce compassionevole della scrittura della Fisher e alla sua straordinaria abilità per la parola con cui i giovani affrontano i problemi legati alla salute mentale e le pressioni cui devono adattarsi. Nulla di più che una sorprendente intuizione di ciò che significa essere umani e fallibili mentre si esplora la forza interiore necessaria alla perseveranza.

La Fisher porta magistralmente il libro a una conclusione sorprendentemente brillante creando un debutto mozzafiato e ponendo l’autrice come una voce originale e significativa nella narrativa moderna.

Di tutte le cose buone
di Clare Fisher
HarperCollins, 2018

© Riproduzione Riservata

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