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Da Parigi a Marsiglia seguendo Cortázar

"Gli autonauti della cosmostrada" è un diario di viaggio da spericolati amanti dell’insensata bellezza anarchica della vita

di Antonio Tricomi

Solo due spericolati amanti dell’insensata bellezza anarchica della vita avrebbero potuto ideare la "spedizione" tanto "folle" e "surreale": percorrere il tratto Parigi-Marsiglia a bordo di un pulmino Wolkswagen "equipaggiato di tutto il necessario" senza mai lasciare l’autostrada e ermandosi, "al ritmo di due al giorno", in ciascuna delle 65 aree di sosta previste in quegli 800 chilometri. Gli autonauti della cosmostrada è il diario che rievoca "in forma letteraria, poetica e umoristica" le tappe di un simile viaggio, compiuto da Julio Cortázar e sua moglie, Carol Dunlop, tra maggio e giugno del 1982. Sapendosi gravemente malati, i coniugi trasformano "questo mese fuori dal tempo" in "un’interminabile festa della vita" e nell’ultima occasione per reperire, assieme, una fiabesca "felicità assoluta".

Lei morirà poco dopo il ritorno a casa; lui due anni più tardi, quando questo libro tenero e colto avrà già visto la luce. Chi apprezza Cortázar saprà gustarsi Gli autonauti della cosmostrada, testo minore, ma non incongruo nella produzione di un autore che ha sempre mirato a reinventare la cronaca e a trasfigurare la storia in narrazioni tanto liriche quanto allegoriche. Ecco perché ci giunge continuamente l’eco della guerra nelle Falkland, che si stava allora combattendo, in questa ludica e testamentaria riscoperta di sé affrontata a passo di lumaca dai due esploratori, in polemica con le retoriche efficientiste del Novecento, "secolo di velocità obbligatoria".

Gli autonauti della cosmostrada di Julio Cortázar e Carol Dunlop
Einaudi, 365 pagine, 21 euro

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