Flavio Sottrici, "Le regole del gioco. L'articolo 81 della costituzione come difesa delle finanze d'Italia"

Da dove nasce il declino di questo paese? Dalla violazione della Costituzione, in particolare dell'articolo che potrebbe difendere le finanze d'Italia

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Marco Cobianchi

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Ci sono verità così semplici che spesso dimentichiamo di vederle. L'articolo 81 della Costituzione è una di queste. Quell'articolo, fortemente voluto da Ezio Vanoni e Luigi Einaudi è banale nella formulazione, facile nella sua applicazione e virtuoso nelle sue conseguenze: «Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicarvi i mezzi per farvi fronte».

Stupisce che i difensori della «Costituzione più bella del mondo» siano gli stessi che negli ultimi 40 anni abbiano fatto a gara per violare uno dei suoi articoli più importanti approvando leggi di spesa che hanno portato, oggi, il debito pubblico a oltre il 133,3% del Prodotto Interno Lordo. E stupisce ancora di più che sia stato necessario modificare ben 4 articoli della Carta (l’81, appunto, il 97, il 117 e il 119) per inserire il principio di «pareggio di bilancio» (o, più precisamente, del suo «equilibrio») quando questo sarebbe stata la conseguenza dell’applicazione rigorosa proprio dell’articolo 81. Il meno applicato di tutti.

Flavio Sottrici è un imprenditore del Nord Est (oltre che presidente dell'Unione degli industriali della provincia di Varese) e sui paradossi dell’articolo 81 ha scritto un interessante e utile libretto, «Le regole del gioco» (Nomos Edizioni, 9.90 euro). In 109 pagine esprime tutto il suo rammarico per la violazione di uno dei patti fondamentali sottoscritto tra Stato e cittadini messo nero su bianco in Costituzione. La quale, come tutte le Costituzioni, serve per difendere il cittadino dalla prepotenza dello Stato. Da leggere.

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