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Concita De Gregorio, Mi sa che fuori è primavera

Da una tragica storia vera, un libro sull'amore e sul potere salvifico della parola

Concita De Gregorio

Antonella Sbriccoli

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Capita, a volte, che un evento, o un incontro inaspettato ci facciano trovare qualcosa che ci appartiene, anche se non sapevamo di cercarlo. È successo a Concita De Gregorio quando ha incontrato Irina, la protagonista di questo storia e, grazie alla sua capacità di coinvolgere chi ascolta, succede al lettore. Del resto, è impossibile restare indifferenti di fronte alla storia di una madre orfana dei propri figli, a cui è capitato di subire una perdita talmente grave e inconcepibile da non avere neanche un termine che la rappresenta nel vocabolario. Una perdita che diventa l'emblema di tutte le sofferenze che si possono sopportare nella vita, di fronte alle quali ci si può scoprire in grado di reagire. E ci si può rialzare, accorgendosi che, se si lascia la porta aperta, una nuova vita ricca di amore è possibile.

Mi sa che fuori è primavera ruota intorno a un terribile fatto di cronaca, senza mai porlo al centro della narrazione. Il suo scopo non è quello di far rivivere quanto è accaduto alla protagonista nel dicembre del 2011. Come scrive l'autrice, "I fatti sono semplici, terribili e noti". La sparizione dell'ex marito di Irina con le figlie gemelle di sei anni, il suo suicidio sotto un treno, senza lasciare delle bambine nessuna traccia, sono eventi "pietrificati" altrove: la causa, per la protagonista, della sua "effettiva necessità" di dover restare in vita, per preservare, con il ricordo, ciò che ora è solo silenzio e nulla assoluto. Al contrario, quello che rende questa storia empatica e commovente è la volontà di "riuscire a dire ad alta voce e occhi asciutti cose che non si possono dire perché nessuno ha un posto dove metterle".

È con questa realtà che dobbiamo lavorare: starci dentro, non dimenticare ma non impazzire nel ricordo, non rivivere eternamente il tempo passato, provare a immaginare un futuro.

La De Gregorio raccoglie la testimonianza di Irina e la mette su carta alternando stile e toni. Usa lettere, elenchi, sogni, ricordi, svelando quanto salvifico possa essere il potere della parola. In 120 pagine asciutte e intense, senza una riga di troppo, traccia il ritratto di una donna forte e coraggiosa, che ha fatto pace con il suo destino.

"Cercare, viaggiare, vedere, provare a capire il disegno qual è. Non fermarci, non soffocare mai il desiderio. Un altro passo. Un metro in più. Dimenticare è ricordare. Portare fuori e riportare al cuore".

Una storia d'amore e di speranza che arriva dritta al lettore, lasciandogli la sensazione che questo libro gli resterà accanto.


Concita de Gregorio

Mi sa che fuori è primavera

Feltrinelli, 2015. 122 p.


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