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Come è bella la Venezia del Cinquecento

Isabella Palumbo Fossati entra nelle case del tempo. Un libro sorprendente, più illuminante di un trattato di storia

Dentro le case

Stefania Berbenni

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Come ci insegna la psicanalisi, la casa rappresenta l’identità di una persona. Così, quando si sognano nuove magioni, cambi di appartamento o rimesse a nuovo, quello che il nostro inconscio ci vuol dire è che siamo a un punto di svolta, a una ripartenza.

Questa premessa, per dire quanto racconta un libro insolito, sorprendente, Dentro le case. Abitare a Venezia nel Cinquecento (Gamblier Keller editore).

Lo ha scritto Isabella Palumbo Fossati Casa, che nella città lagunare è cresciuta e ha una signorile residenza; la sua vita però è da apolide, sempre in giro per il mondo; laureata a Venezia ha anche ottenuto un dottorato all’Ecole des hautes etudes en sciences sociales di Parigi.

È infatti un viaggio erudito questo libro che parte da un’analisi capillare degli inventari custoditi nell’Archivio notarile, nella Cancelleria e nell’Archivio di Stato di Venezia, e nello stesso tempo è una “passeggiata” nel Cinquecento e nella città che allora era cosmopolita, crocevia di culture, religioni, stili di vita.

Entrare quindi nelle case, curiosare nelle stanze, “fotografare” gli arredi significa perciò raccontare la società del tempo, con le grandi disparità di ricchezze e di situazioni abitative. Si scopre che ogni casa è proiezione perfetta del padrone e della sua posizione nella scala sociale della città.

Libri, giochi di bambini, vasellame, medaglie, corredi, abiti femminili, monili: tutti “parlano” e dicono molto di più di come erano i veneziani nel XVI° secolo di tanti trattati storici.

Altra guida preziosa sono i quadri e le icone, la cui presenza nelle case era lo specchio sia del credo religioso, sia della classe di appartenenza.

Il libro esamina alcune tele molto eloquenti sullo stile veneziano del tempo e ne riproduce alcune, bellissime, come Nozze di Cana o Ultima cena, entrambe di Jacopo Tintoretto oppure Venere d’Urbino di Tiziano Vecelio.

Pur rispettando l’approccio scientifico, l’autrice delinea una microstoria di nobili e commercianti, di gente del popolo e di artisti. Sempre e solo entrando furtivamente nelle loro case. Cinque secoli dopo.

Un’idea originale e coraggiosa, preziosa per gli studiosi d’arte e di storia.

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