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Claude Simon, il Premio Nobel rifiutato da 19 editori

Un esperimento condotto da un ammiratore dello scrittore francese Claude Simon mette in mostra un lato amaro dell'editoria contemporanea

Claude-Simon

Andrea Bressa

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Cosa succederebbe a Claude Simon, autore francese Premio Nobel per la letteratura nel 1985, se dovesse proporre oggi i suoi romanzi agli editori? Molto probabilmente non troverebbe nessuno disposto a pubblicarlo. È questa la conclusione a cui è giunto Serge Volle, scrittore e ammiratore di Simon, che ha condotto un interessante esperimento dal risultato amaro. La scorsa estate ha infatti inviato a 19 diversi editori francesi 50 pagine del romanzo di Simon Le Palace, fingendo fosse un suo manoscritto inedito. Ebbene, ne è emerso un triste scenario.

12 RIFIUTI E 7 MANCATE RISPOSTE

Le Palace, scritto da Claude Simon nel 1962 richiamando le sue esperienze personali durante la guerra civile spagnola fra il '35 e il '36, è stato rifiutato con commento da 12 case editrici e rimbalzato senza risposta da 7. Un risultato misero, che Serge Volle ha interpretato come un esempio dello stato dell'editoria contemporanea, la quale, citando lo stesso autore dell'esperimento, “sta abbandonando le opere letterarie che non sono facili da leggere e che non garantiscono vendite da record”. Volle ha anche aggiunto che “si deve essere già famosi per essere pubblicati. Viviamo nell'era dei libri usa e getta”.

PERCHÉ È STATO RIFIUTATO SIMON?

In un'intervista a una radio francese, Volle ha dato un paio di esempi delle motivazioni ricevute dalle case editrici che hanno rifiutato Simon, senza fare i nomi degli editori. “Le frasi sono infinitamente lunghe e fanno perdere il filo al lettore”, “La storia non consente lo sviluppo di una trama vera e propria e i personaggi sono mal delineati”: sono questi i toni dei commenti di rifiuto.

Per certi versi si tratta di impressioni comprensibili. Simon è considerato uno dei padri del nouveau roman, corrente letteraria francese degli anni Cinquanta e Sessanta nella quale gli scrittori tendevano far emergere aspetti stilistici che premiassero l'oggettività dello sguardo sulla realtà, mettendo da parte la soggettività del personaggio. Celebre era in effetti la prosa tortuosa di Simon, fatta di periodi molto lunghi e di difficile lettura: si legga per esempio, fra le opere pubblicate anche in Italia, Le georgiche (Lavieri), del 1981.

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Copertina del libro di Claude Simon 'Le georgiche' – Credits: Lavieri

È DAVVERO CAMBIATA L'EDITORIA?

Non è semplice definire l'esatto equilibrio di fattori che possa rendere un libro pubblicabile e dunque appetibile per il mercato. Ed è altrettanto difficile riconoscere meriti letterari a un'opera, trasformandola in un pezzetto di patrimonio culturale mondiale. La semplicità del linguaggio non sempre va a braccetto con la qualità stilistica e viceversa.

Il lavoro degli editori è da sempre dunque molto difficile, ma è indubbio che il mercato editoriale contemporaneo sia molto diverso rispetto a 30, 40 o 50 anni fa, con un'offerta di nuove opere esponenzialmente più ampia in un ambiente in cui tutto appare sempre più frenetico e veloce. Così come sembrano siano cambiati anche i parametri nell'assegnazione del più prestigioso premio del mondo: si vedano, per capire, alcuni dei più recenti vincitori (Bob Dylan su tutti) o i nomi che ogni anno si ripresentano (come l'onnipresente Haruki Murakami) nelle liste dei papabili al Nobel.

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