Chimica quotidiana, ventiquattro ore nella vita di un uomo qualunque

Da quando al mattino ci alziamo, fino  sera, siamo circondati da reazioni chimiche che avvengono senza soluzione di continuità. Un libro fa luce sul nostro quotidiano.

– Credits: John French

Giulio Passerini

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Raccontare una vita intera in un giorno solo è un’idea che ha sempre affascinato gli scrittori. Dall’Ulisse di Joyce a Cosmopolis di Don Delillo, sono molte le opere che in 24 ore catturano lo spirito di un’epoca e le dinamiche di una società. Nel suo ultimo libro ci prova anche Silvano Fuso, di professione chimico, autore per Carocci del saggio Chimica quotidiana, ventiquattro ore nella vita di un uomo qualunque .

Come nella migliore tradizione letteraria, sorprendiamo il nostro uomo senza qualità a letto, ancora sospeso nel dormiveglia. È l’inizio di un viaggio nella chimica che ci circonda tutti i giorni. Vi siete mai chiesti come funziona una sveglia al quarzo? O perché i cristalli liquidi del vostro telefonino siano liquidi? O come funziona lo shampoo? O la schiuma da barba? Fuso ce lo racconta alternando approfondimenti scientifici a digressioni storiche, seguendo passo passo il nostro eroe quotidiano mentre si prepara al mattino, mentre va al lavoro in auto, durante la pausa pranzo, e infine mentre si rilassa seduto in poltrona dopo una lunga giornata di lavoro.

Sotto la sua lente di scienziato finiscono tazzine da caffè (tre al giorno fanno bene, di più no), airbag (si gonfiano a 320 km/h), bolle di sapone (ricetta ottimale: 10% sapone per piatti, 84% acqua distillata, 6% glicerina), croste di pane (non sono croste: sono zuccheri caramellizzati), l’acidità di stomaco (che in realtà colpisce l’esofago), l’acqua di rubinetto (l’eterna disputa con l’acqua minerale non verrà risolta in questo libro), pile elettriche e molto altro ancora.

È un viaggio affascinante in un mondo che, per quanto comunissimo, ci appare esotico e strano, popolato di bizzarri personaggi. Come Antoine-Laurent Lavoisier, padre riconosciuto della chimica moderna nonché uomo dai passatempi curiosi e costosissimi come quello di bruciare diamanti per il bene della scienza. O il popolo degli Tschali, scopritori del “legno che piange” il cui succo, ottimo per rendere impermeabili le canoe, avrebbe poi preso il nome di caucciù. O ancora i romani del periodo imperiale, che scoprirono come vesciche e budelli animali fossero degli ottimi antenati dei preservativi.

Leggere questo libro è anche un’ottima occasione per sfatare un po’ di leggende e togliersi qualche dubbio. Per esempio, è vero o non è vero che il rivestimento antiaderente delle padelle se ingerito è cancerogeno? Sì, è vero, ma per subirne l’effetto un bambino di 10 chili dovrebbe ingerire circa 200.000 padelle di mezzo metro quadro l’una. E ancora, il sale va messo prima o dopo che l’acqua bolla? La quantità di sale necessaria per una pasta saporita farebbe aumentare la temperatura di ebollizione di appena qualche decimo di grado, quindi è praticamente indifferente. E infine, gli inceneritori fanno male alla salute? No, un inceneritore grande come quello di Acerra produce diossina come dieci motorini, quindi l’impatto sull’ambiente è del tutto sostenibile. Insomma, se volete levarvi una curiosità, ripassare la chimica del liceo, scoprire come funziona la vostra lavastoviglie o avere notizie della vita sessuale di Augusto al tempo dei budelli, questo libro fa per voi.

@giuliopasserini 

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