Chi sono le donne che hanno contribuito a creare internet

L’autrice americana Claire Evans svela i segreti del dietro le quinte dello sviluppo tecnologico

Donne e tecnologia

Donne e tecnologia - 23 marzo 2018 – Credits: iStock - chombosan

Stefania Medetti

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Figlia di un programmatore di Intel, Claire Evans è cresciuta con la consapevolezza che i computer fossero unisex. Una volta diventata adulta, però, si è resa conto che la Silicon Valley è dominata dagli uominiPer cercare di riequilibrare le cose, ha passato due anni a fare ricerche sulla storia della tecnologia e il risultato è “Broad band: the untold story of the women who made the internet”, un libro che, come riferisce Recoderacconta il contributo delle donne alla nascita di internet.

Non solo Steve Jobs

L’obiettivo di Evans è di svelare il ruolo di donne che non sono passate alla storia, ma hanno partecipato a farla. E’ un esempio Stacy Horn, fondatrice di BBS, uno dei primi sistemi di messaggistica e chat online della fine degli anni Ottanta. Ancora in uso da una manciata di affezionati, è sinonimo di un atteggiamento alternativo alla costante obsolescenza e reinvention che caratterizza la tecnologia.

Tutta la complessità della storia

La ricerca di Evans ha portato alla luce molti particolari, perché il racconto abbraccia l’intera esistenza delle donne e non solo il loro ruolo nello sviluppo di internet. Le protagoniste, dunque, emergono nella loro ricchezza sociale, familiare e psicologica, ben lontane dall’immagine dello "smanettone" ossessionato da circuiti e programmi. Si scopre così che Ada Lovelace, che ha pubblicato il primo programma di computer nel 1843, era una giocatrice compulsiva e aveva sentimenti discordanti nei confronti della maternità.

Uno sguardo allargato

Le donne raccontate da Evans sono caratterizzati da uno sguardo allargato e inclusivo. Nel libro, figurano nomi come Sadie Plant, che ha ispirato una generazione di donne impegnate politicamente all’inizio degli anni Novanta; Pam Hardt-English, ideatrice del bollettino digitale di San Francisco “Resource One” e Wendy Hall, sviluppatrice dell’hypertext prima dell’avvento del World Wide Web. 

Per saperne di più:

- La violenza sulle donne ai tempi di Facebook

- Le dieci donne “tecnologiche” under 30 più potenti


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