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Chi era Giorgio Caproni, autore della traccia della maturità

L'analisi del testo alla prima prova è stata sulla sua lirica "Versicoli quasi ecologici". Riscopriamo il poeta livornese, cantore della realtà quotidiana

Giorgio Caproni

Simona Santoni

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"Giorgio Caproni chi?". Questa è stata la reazione prevalente degli studenti chiamati il 21 giugno alla prima prova scritta dell'esame maturità 2017.

Non a caso solo il 12% dei maturandi ha scelto l'analisi del testo del poeta livornese, ovvero la lirica Versicoli quasi ecologici, tratta dalla raccolta Res Amissa del 1991.

Visto che anche sui social, poi, si è scatenata l'ironica caccia al "chi è Giorgio Caproni", ripercorriamo qui la carriera del poeta che ha raccontato la realtà quotidiana con trasparenza cristallina e una lingua che coniugava forme colte ad altre popolari.

La biografia di Giorgio Caproni

Nato il 7 gennaio 1912 a Livorno e morto all'età di 78 anni a Roma, il 22 gennaio 1990, Giorgio Caproni è stato critico letterario, traduttore raffinato e uno dei principali poeti del Novecento italiano.

Di origini modeste, padre ragioniere e madre sarta, si avvicina alla lettura da bimbetto, a 7 anni, quando scova nella biblioteca paterna un'antologia dei cosiddetti Poeti delle origini (i Siciliani, i Toscani). Sempre all'epoca della scuola elementare si interessa alla Divina Commedia di Dante, che diventa precoce oggetto del suo studio.

È da ascrivere agli anni della Prima guerra mondiale uno dei periodi più brutti di Caproni. Tra il 1915 e il 1921 sono "anni di lacrime e miseria nera", ha raccontato nel 1976 a Il Telegrafo: il padre è richiamato alle armi; con sua madre e il fratello di 2 anni più grande Giorgio si trasferisce da parenti. Sono anni di ristrezze economiche. I dolori della guerra si ripercuoteranno sulla sua poesia. 

Risale al 1922 il trasferimento a Genova, quella che per Caproni è stata "la mia vera città". Terminate le medie studia anche composizione e violino, ed è proprio studiando composizione che scrive i primi versi. A 18 anni abbandona le ambizioni da violinista. È il periodo degli incontri con Montale, Ungaretti e Barbaro, i nuovi poeti dell'epoca.

Dopo che nel 1931 la rivista genovese Il Circolo rifiutò i suoi versi, le prime pubblicazioni sono del 1933, le poesie Vespro e Prima luce, su due riviste letterarie. Inizia anche la collaborazione con riviste e quotidiani, su cui scrive critiche letterarie. Nel 1935 diventa insegnante alle scuole elementari.

Nel 1938 sposa Rina Rettagliata. L'anno dopo il richiamo alle armi e la nascita della sua primogenita Silvana. Il 1943 è un anno importante per la sua carriera letteraria: Cronistoria viene pubblicata da un curatore di peso nazionale, Vallecchi di Firenze.

Dopo la seconda Guerra mondiale si stabilisce a Roma, dove frequenta i principali personaggi della cultura italiania, da Cassola a Pratolini fino a Pasolini. Nel 1951 si dedica alla traduzione di Il tempo ritrovato di Marcel Proust, nel 1962 a quella de I fiori del male di Charles Baudelaire, mente la sua poesia ha sempre più successo. 

Nel 1982 l'Accademia dei Lincei gli ha conferito il Premio Feltrinelli per la Poesia. È sepolto con la moglie Rina nel cimitero di Loco di Rovegno, in Liguria, vicino alla sua Genova.

La poetica di Giorgio Caproni

Formatasi in seno all'ermetismo ma influenzato dagli scrittori vociani liguri, Giorgio Caproni mescola una lingua colta a una lingua popolare. 

Alla ricerca di una limpidezza scrittoria, i suoi versi sono essenziali, frasi in forma quasi aforistica, provvista di grande scioltezza e cura nei dettagli verbali. 

Oggetto delle sue liriche è la realtà quotidiana. Tra incisive rappresentazioni di paesaggi e figure e raffigurazioni di gioie e dolori del vivere quotidiano, si leva il sentimento angoscioso del vano tentativo dell'uomo di trovare il senso del proprio esistere.

Fra le sue raccolte poetiche: Il passaggio di Enea (1956), Il seme del piangere (1959), Il muro della terra (1975), Il franco cacciatore (1982).

È stato anche autore di racconti (Il labirinto, 1984).

La poesia proposta ai maturandi 

La poesia Versicoli quasi ecologici di Giorgio Caproni, scelta come traccia per la prova di analisi del testo della maturità, appartiene alla raccolta pubblicata postuma Res Amissa del 1991. 

Res Amissa contiene la ragione ultima della poesia di Caproni. La poesia è divenuta, per il poeta ormai vecchio, la "res amissa", la "cosa perduta", in cui è impossibile distinguere fra natura e grazia, abito e dono, possesso ed espropriazione.

Ecco la poesia Versicoli quasi ecologici proposta all'esame di maturità.

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l'uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L'amore
finisce dove finisce l'erba
e l'acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l'aria verde, chi resta
sospira nel sempre piu' vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
comparso l'uomo, la terra.

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