Cenerentola, una favola alla moda

La fiaba classica, secondo Steven Guarnaccia

Steven Guarnaccia, Cenerentola. Una favola alla moda, Corraini editore (ufficio stampa)

Micol De Pas

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La storia è nota: Cenerentola. Ma le illustrazioni fanno la differenza, perché a firmarle è Steven Guarnaccia. Illustratore navigato, disegnatore per diversi quotidiani e riviste, collaboratore del MoMa, autore di libri per ragazzi e docente di Illustrazione alla Parsons The New School for Design di New York (dove vive), Guarnaccia sa trasformare le fiabe classiche in racconti contemporanei. Aveva già stupito il suo pubblico con Riccioli d’Oro e ora propone un nuovo gioco: fare di Cenerentola una favola alla moda, come recita il sottotitolo.

Così la povera fanciulla bistrattata da sorellastre e matrigna si accompagna a un’aspirapolvere dal gusto rétro, mentre le tre cattive sfoggiano abiti sontuosi (firmati dai migliori stilisti), scarpe ultra fashion e cappottini in tessuti pregiati (divorando dolci in continuazione, mentre la nostra protagonista lava i pavimenti). Poi la rivincita: quando si prepara per il ballo, in compagnia di un topolino-cocchiere, l’immancabile zucca-carrozza e il mago padrino che con la bacchetta magica le fornisce tutto l’occorrente, Cenerentola veste il mitico abito disegnato da Kansai Yamamoto per David Bowie (1973), si prova un Souper Dress del 1966 (che la rende simile alla bella Twiggy) e altre tenute d'eccellenza, per poi scegliere un bellissimo vestito da sera di Vivenne Westwood (modello “Statue of Liberty”, 1988). La scarpetta di cristallo? Beh, è un salndalo in Pvc di Miuccia Prada (prodotto nel 2010). Ma anche gli invitati presentano look interessanti e griffati. Come fare della storia del costume un libro per bambini o di una storia antica un manuale per adulti.

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