Carlo Verdelli, I sogni belli non si ricordano

Quando sono i bambini a raccontare le favole

– Credits: Garzanti

Gigi Radice

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Un libro di fiabe per adulti. Che inizia con l’incantesimo di un bacio innocente tra due bambini in un cortile di periferia e si dipana nell’infanzia e nell’adolescenza di un ragazzino cresciuto nella Milano operaia degli anni 50. Gli occhi e le orecchie del piccolo Vito diventano le antenne che captano e trasmettono a loro volta emozioni quasi dimenticate.

Sono questi gli ingredienti di un libro in cui il ritmo della narrazione è la guida che lega tra loro episodi e storie molto differenti. Riaffiorano così dalla memoria vicende e personaggi che stanno a metà strada tra realtà e fantasia: si passa dagli eterni surplace di Antonio Maspes sulla pista del Vigorelli alla magia delle acrobazie di un cavallo nell'arena di un circo di periferia; si bruciano tempo e musica saltando dalla melodia dolce delle note di un violino di famiglia a quelle di una chitarra rock per accompagnare Bruce Springsteen in un riff dal vivo.

In un caso come nell’altro si recupera e si racconta un mondo che ha la poetica visionaria e il sapore innocente dell’infanzia. Tra incanto e disincanto ma senza false nostalgie e indulgenti ipocrisie.

Sono la durezza della vita e la ragione dell’età a rompere l’incantesimo e a riportarci con i piedi per terra. E se è pur vero che i sogni belli non si ricordano mai, non bisogna scordarsi che tutti, ma propri tutti, siamo stati bambini.

Carlo Verdelli
I sogni belli non si ricordano
Garzanti, pag 227 - 14,90 euro

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