"Butcher's Crossing" di John Edward Williams

L'autore di Stoner in un libro dove il mito di Buffalo Bill e gli spazi soggetti alle sole leggi del sangue si fanno epopea

William Andrews, 23 anni, ha un’agiata casa a Boston e un luminoso destino di studi tra le mura di Harvard. Ma nel 1873 in America era ancora possibile trasformarsi in pionieri di se stessi. Il ragazzo molla tutto per andare nei boschi a vivere con saggezza e scende dalla diligenza a Butcher’s Crossing. Incontrerà la più potente parte per il tutto che sia consentita a un cacciatore: il bisonte, in cui si incarna la natura selvaggia. Affonderà le mani nelle interiora e la mente nella mistica dell’animale.

Perché leggerlo
Risuonano gli echi ancestrali di un continente perduto, in cui il calore delle froge era così potente da trasformarsi in rumore. Il mito di Buffalo Bill, gli spazi soggetti alle sole leggi del sangue, la quiete implacabile dei margini dell’esistenza si fanno epopea grazie alla scrittura stupefacente dell’autore di Stoner.

Butcher’s Crossing di John Edward Williams
(Fazi, 265 pagine, 17,50 euro)

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