Bloomsday, Dublino e cinque libri per festeggiare

Il 16 giugno si festeggia il Bloomsday. E Dublino diventa una città in festa. Ecco alcuni romanzi e un po' di poesia per viverla a pieno

Dublino, John's lane street con St. Augustine street (Credits: luiginter/flickr)

Ilaria Molinari

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Avete mai avuto il coraggio di aprire Ulisse di James Joyce? Se lo avete fatto, avete percorso le prime righe e non lo avete riposto subito in libreria colti da un improvviso sussulto di terrore, allora siete tra quelli che non possono perdersi (anche da lontano) la magia del Bloomsday. È il 16 giugno e Dublino, come ogni anno, si riempie di persone in abiti edoardiani, per le strade si sentono canti e musica irlandese, teatranti leggono passi dell'opera.

La gente si ritrova a percorrere le strade che Leopold Bloom, ebreo irlandese protagonista di Ulisse (di cui è l'incarnazione) insieme a Stephen Dedalus, percorre nell'unica giornata che le oltre mille pagine del romanzo raccontano.

È una data importante. Lo era per Joyce che il 16 giugno di molti anni fa dette il primo appuntamento a quella che sarebbe diventata poi la donna della sua vita, Nora Bernacle. Lo è per quella "gente di Dublino" che lui stesso racconta nell'omonima raccolta di racconti. Lo è per chi ama lo scrittore. Che ogni anno sembra aggirarsi per le strade e fermarsi al Davy Byrne's pub a bere con i suoi affezionati lettori. Ci andiamo anche noi, con un po' di immaginazione e una Guinness nelle mani.

"Un buon rompicapo sarebbe provare ad attraversare la città di Dublino senza mai incrociare un pub" dice il suo Leopold Bloom che, dopo aver fatto colazione con la moglie Molly al numero 7 di Eccles Street, si reca a un funerale al Glasnevin Cementery. Bloom frequenta il New Ormond Hotel, descrive con precisione la Sweeny’s Pharmacy, beve un burgundy e mangia un panino al gorgonzola al Davy’s Byrne Pub.

Insieme a Stephen, Leopold parla di letteratura, di donne, di morte fino a notte fonda quando, rimasto solo, si mette a letto accanto alla moglie Molly che si lascerà andare a un flusso di pensiero (il più famoso in assoluto) tra ricordo, sogno, passato e barlumi di presente.

"Se ho scelto Dublino per scena è perché quella città mi appariva come il centro della paralisi", dice Joyce in un'altra grande opera, Gente di Dublino . Qui racconta una società moralmente deplorevole, dove il male maggiore è la mancata consapevolezza del declino culturale e di valori. Dove il cancro è la paralisi. La mancata consapevolezza.

"La musica sommessa del whisky versato nei bicchieri costituiva un dolce interludio" racconta Joyce. "Si passava per strade sfolgoranti di luci, fra gli spintoni degli ubriachi e delle donne che contrattavano, fra le imprecazioni degli operai, le stridule litanie dei garzoni che facevano la guardia ai barili di carne salata, le nenie nasali dei cantastorie che intonavano inni su O'Donovan Rossa o ballate sui tumulti della nostra terra".

LA MAPPA DEI LUOGHI DI DUBLINO FREQUENTATI DA JAMES JOYCE (a cura di Bol.it )


Visualizza La Dublino di Joyce in una mappa di dimensioni maggiori

Va bene, lo ammetto. Mi sono lasciata trasportare via dalle righe del grande Joyce. Ma non dimentico altri grandi scrittori che hanno reso celebre la bella Dublino come Oscar Wilde (anche se il suo capolavoro, Il Ritratto di Dorian Gray è ambientato a Londra) o Jonathan Swift, Samuel Beckett, Bram Stocker autore del ben noto Dracula.

Ad ambientare le loro storie a Dublino però sono altri autori.

Come Joseph O'Connor, che nel suo Una canzone che ti strappa il cuore , racconta una Dublino dei primi del '900 grigia, vecchia, demodée. È lì che Molly si innamora di John, un uomo di 17 anni più grande di lei. La relazione si presenta subito difficile, lui è il drammaturgo più importante del teatro dove lei lavora e la relazione troppo complicata per resistere ai gudizi anche esterni dell'epoca. Tutto si spegne poi con la morte prematura di lui a soli 37 anni. E O'Connor ci presenta la donna, ormai dedita all'alcool, vecchia e rugosa, che importuna i passanti chiedendo l'elemosina, che beve gin tutte le mattine e cerca un po' di calore nelle stanze della National Gallery.

Belle anche le pagine di Roddy Doyle, La donna che sbatteva nelle porte . Paula, una ragazza dei quartieri popolari di Dublino, si innamora di Charles, il bello del quartiere che si dimostrerà anche "dannato" e violento.

Infine, una nuova uscita (in libreria dal 5 giugno) per gli amanti del thriller: Tabù di Melissa e Kevin Hill, noti con lo pseudonimo di Casey Hill. Reilly Steel, giovane investigatrice forense di origine irlandese nata e cresciuta in California, viene chiamata a dirigere il laboratorio della Scientifica di Dublino. È una donna brillante, intelligente e molto bella, la cui esistenza è stata segnata da una terribile storia familiare, culminata nella sparizione della sorella minore, che ancora la perseguita in tutti i suoi peggiori incubi. Si occupa di una serie di morti misteriose, in apparenza scollegate tra loro, che stanno terrorizzando l’intera città.

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I LIBRI RACCOMANDATI:

- R. Doyle, La donna che sbatteva nelle porte, Guanda

- C. Hill, Tabù, Mondadori

- J.Joyce, Gente di Dublino, Einaudi

- J.Joyce, Ulisse, Newton Compton

- J. O'Connor, Una canzone che ti strappa il cuore, Guanda

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