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'Bambini a metà. I figli della ‘ndrangheta'

Angela Iantosca tocca il tema dei bambini cresciuti nelle famiglie criminali calabresi. Un argomento decisivo nella lotta alle mafie

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Andrea Bressa

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Non ci sono solo i morti o chi subisce estorsioni, minacce e ingiustizie. Esistono vittime di mafia di diverso genere, che loro malgrado o inconsapevolmente si trovano costrette a vivere una vita ai margini, piena di violenza e paura. Spesso senza sufficienti tutele. È il caso, per esempio dei testimoni di giustizia, lo abbiamo visto grazie al libro di Paolo De Chiara. Ma anche di altri soggetti ancora più innocenti e indifesi, come il caso dei bambini che crescono nelle famiglie mafiose.

Lo spiega bene Angela Iantosca nel suo libro Bambini a metà. I figli della ‘ndrangheta, edito da Perrone. La giornalista analizza il mondo della mafia calabrese, ma il discorso si potrebbe tranquillamente ampliare per cosa nostra, camorra, sacra corona. Il destino dei piccoli che nascono e crescono nelle famiglie criminali è un tema poco conosciuto. Eppure è un aspetto non secondario, anche per trovare ulteriori approcci e soluzioni nella prevenzione.

Questi bambini sono costretti a vivere vite diverse dai loro coetanei. Ragazzini che, usando le parole della Iantosca, “nei giorni di festa, non vanno a pranzo dalla nonna, ma si avventurano nelle campagne per portare un saluto a chi è costretto a nascondersi”. Fanciulli che troppo presto entrano in contatto con siringhe e padri che si fanno, con violenze e linguaggi di sopraffazione, e che spesso, per educazione ed emulazione, intraprendono precocemente la stessa strada dei familiari.

Nelle 240 pagine di Bambini a metà, Angela Iantosca disegna con efficacia un panorama preoccupante, attraverso diversi esempi di cronaca forse troppo poco sottolineati dai media. Ma trova anche il modo di immaginare delle speranze, di tracciare dei sentieri di emancipazione, come nella storia di Libero, il rampollo di una delle famiglie più potenti di ‘ndrangheta, aiutato e supportato dalle istituzioni nel suo processo di liberazione.

Iantosca ha all’attivo un altro volume dedicato al tema del gruppo criminale calabrese, intitolato Onora la madre. Storie di 'ndrangheta al femminile, uscito nel 2013 per Rubettino.

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