L'arte dei Mazzantini-Castellitto

Non solo Margaret e Sergio, ma anche la cognata di lui e il figlio sono stati arruolati per Venuto al mondo. In attesa di trasformare in film Nessuno si salva da solo

Credits: Terraproject/Contrasto; Agf; Fotogramma; Photomovie

Antonella Piperno

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Se a ogni ruolo corrispondesse una persona fisica, il gruppo professionale, in teoria, sarebbe molto numeroso: una scrittrice, due sceneggiatori, un regista, due attori, due produttori, un’agente. Totale: nove. Però la matematica in questo caso è un’opinione. Perché nella famiglia Castellitto-Mazzantini i ruoli sopraelencati sono felicemente ricoperti da quattro persone: Sergio Castellitto, 59 anni; sua moglie Margaret, 51; sua cognata Moira, 55; e Pietro, 20 anni, primo di quattro figli. Tutti impegnati nell’ultimo film casalingo, Venuto al mondo , tratto dall’omonimo best seller di Margaret, che in 3 settimane ha incassato 4 milioni 175 mila euro.

Non è certo il primo caso di grande famiglia del cinema, dominato pure dai Tognazzi-Izzo e dai Gassman. Ma ai Castellitto sono riconosciute due marce in più: una famiglia alla Mulino bianco e un business che si autoalimenta attraverso due diverse ma comunicanti arti: letteratura e cinema. Grazie a Margaret, che è detentrice dei premi Strega e Campiello, campionessa della Mondadori e delle vendite in libreria (con i suoi sette titoli ha totalizzato 3,5 milioni di copie), e grazie a Sergio, punta di diamante del cinema italiano; insieme, lui e lei trasformano i romanzi in sceneggiature e Sergio dirige i film coprodotti dalla coppia con la loro Alien srl, costituita nel 1991, 3 anni dopo il matrimonio. Tutti insieme appassionatamente: lui e il figlio studente di filosofia che si affidano a Moira, capo della prestigiosa agenzia cinematografica Tna, quella che rappresenta nomi come Ferzan Ozpetek, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Laura Morante. Insomma, una rete familiare che conta. Che prende le origini da Carlo Mazzantini, padre di Margaret, un celebre scrittore, storico del fascismo e combattente della Repubblica sociale italiana che raccontò la generazione di Salò. Una rete familiare di cui in teoria potrebbe far parte anche un’altra sorella di Margaret e Moira, l’attrice Giselda Volodi, 53 anni (ultimo film: È stato il figlio di Daniele Ciprì), che si è cambiata il cognome e non è mai stata chiamata a lavorare dal cognato se non, ha raccontato, per una piccola parte. Tagliata però al montaggio.

Sorella attrice a parte, il metodo familiare dei Mazzantini-Castellitto si è perfezionato con gli anni: da Libero burro, il primo film da regista di Sergio, uscito nel 1999, a Venuto al mondo, passando per Non ti muovere e per La bellezza del somaro, pellicola d’esordio del giovane Pietro. Tutte opere riconosciute d’interesse nazionale dal ministero dei Beni culturali e dunque meritevoli di finanziamento pubblico, a parte Non ti muovere: l’ultimo film, Venuto al mondo, ha ottenuto 700 mila euro; La bellezza del somaro 1 milione 600 mila; Libero burro 4 miliardi 603 milioni di lire. Una potente famiglia autoreferenziale, fa dire l’invidia di chi non li ama. Un gruppo di parenti dotati, creativi, sensibili alle battaglie sociali (Margaret è stata fra le prime firmatarie del manifesto di "Se non ora quando"), fa dire l’amicizia di chi li apprezza. Castellitto non nasconde la devozione per la moglie. "Gli chiesi qual era il più erotico libro italiano" racconta Mariarosa Mancuso, critica cineletteraria del Foglio. "Quando lui rispose 'quello di mia moglie' gli consigliai di cambiarlo, ma mi rispose: 'Non lo farei mai perché è la pura verità'". Una venerazione che nel 2009, quando dal palco del concertone del 1° maggio il presentatore Castellitto declamò due pagine di Venuto al mondo, gli costò la strigliata del critico del Corriere della sera Aldo Grasso.

La solita invidia tipica di questa nostra Italia? "Ho successo io, ha successo lei, in più abbiamo fatto pure quattro figli. In questo Paese a volte la felicità degli altri è imperdonabile" ripete spesso l’attore-regista. Il quadretto familiare è sicuramente idilliaco: lei che cucina tutte le sere e che alla domenica si sveglia pure all’alba per preparare il ragù; i quattro figli (oltre a Pietro, Maria Luce, di 15 anni; Anna, di 12; e Cesare, di 6) che di secondo nome si chiamano tutti Contento.

È Margaret la colonna della famiglia, una Sarah Jessica Parker di Ma come fa a far tutto, però in versione letteraria. Tanto che in famiglia qualcuno giura di averla sentita chiamare "Mosè". Accanto a lei, nonostante i tanti impegni professionali (dopo Una famiglia perfetta , appena arrivato nelle sale, lui ha cominciato a lavorare alla versione italiana delle serie tv cult In treatment, dove sarà lo psicoanalista protagonista), c’è ovviamente sempre Sergio, un padre all’antica che ogni sera legge le pagine che la moglie scrive, unico ammesso al privilegio.

Immagini perfette per il marketing? No, perché la loro genuinità è comprovata da qualche sano litigio da coppia normale. "A Sergio non lascio passare niente, tanto ami tanto odi: è così che funziona quando consegni la tua vita a qualcuno" ha dichiarato lei in un’intervista. Una creativa conflittualità confermata dal figlio Pietro alla presentazione di Venuto al mondo: "Vederli tornare a casa e sfiorare ogni sera la separazione mi ha fatto capire l’importanza del progetto". Quel che è certo è che i due nella vita ne hanno fatta di strada, da quel loro primo appartamento in uno scantinato. Poi la famiglia si è consolidata, il patrimonio pure e il successo letterario-artistico non li ha più abbandonati. Mazzantini-Castellitto si sono ritirati fra i Parioli e San Casciano bagni, dove una quindicina d’anni fa Margaret scoprì il casale Crinaccio, arroccato su un poggio rialzato: se ne innamorò e ne fece il suo buen retiro. Nel quartiere dell’alta borghesia capitolina invece si sono trasferiti (da Prati) qualche anno fa. Una sorta di quartier generale, visto che lì vive anche Moira e lì c’è anche l’ufficio della Tna dove, raccontano, l’inflessibile agente si aggira con piglio da Miranda Priestly in Il diavolo veste Prada.

Rare le uscite mondane, rari gli inviti a casa loro, perché le serate, dopo giornate dense di scrittura, sughi, set e compiti dei figli, sono dedicate al divano di casa che accoglie tutta la famiglia. L’understatement trionfa pure a San Casciano, dove la coppia prende regolarmente il caffè con l’operatore ecologico del paese, un fan sfegatato di Mazzantini che distribuisce fotocopie dei suoi libri ai turisti; Pietro partecipa al Palio delle rane, la gara tra le contrade. E ogni estate è un appuntamento fisso la serata nella quale Margaret cucina faraona, tagliatelle e polpette per gli ospiti: amici di San Casciano, il fotografo di scena Paolo Porto ma anche Walter Veltroni e il direttore editoriale della Fandango, Andrea Salerno.

Meritate pause tra un romanzo, una sceneggiatura, un set. Adesso ci sarà da trasformare in film Nessuno si salva da solo, l’ultimo romanzo di Margaret. Chissà. Si dice che lei abbia già individuato i due potenziali protagonisti trentenni: Claudio Santamaria e Francesca Inaudi. Nessun problema, almeno per lui: è rappresentato dalla Tna di Moira Mazzantini.

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