AristoDem di Daniela Ranieri

La satira letteraria diventa spietata e irresistibile nel ritratto dei nuovi radical chic descritto dalla penna di Daniela Ranieri. Tra luoghi comuni e incoerenze, i personaggi si muovono senza freni. E arrivano a ridicolizzarsi

Marina Jonna

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Nella prefazione di AristoDem (di Daniela Ranieri , edito da Ponte alle Grazie) si legge: “Chi sono gli aristodem, gli aristocratici democratici, i nuovi radical chic postideologici e anzi post-tutto…”. Da qui parte la storia che si sviluppa in episodi vissuti da una famiglia romana, famiglia allargata ovviamente, dove i personaggi scoprono ossessioni, luoghi comuni ed eccessi contraddittori tipici della categoria di intellettuali definiti radical chic. Sulla terrazza di Luciana passano operatori intellettuali, artisti, terapeuti. E la sera si trasforma in galleria d’arte per le feste.

Tra una seduta di yoga e un concerto di arpa, i personaggi si rivelano a tratti fastidiosi.

Prendiamo i vizi: per loro non sono peccati commessi per il piacere, ma cercano sempre di trovare un significato profondo che possa innalzarli di fronte alla società. Giustificandoli (secondo loro).

Altra interpretazione interessante è quella del denaro: loro, in genere, ne hanno molto (a dispetto di noi comuni mortali). Ma lo disprezzano. Ne spendono tantissimo tra cibi eco, vestiti fatti su misura o arredi per la casa trovati nei mercatini (anche se in realtà, spesso, sono stati comprati da antiquari costosissimi!). Ma sono tutti considerati oggetti e cose anticonformisti e, quindi, è lecito acquistarli senza sentirsi in colpa. Anzi, non si pongono nemmeno il problema.

Il tutto intervallato dai grandi discorsi da salotto ideologici senza, di fatto, vere basi ideologiche in cui credere.

C’è poca politica e molto life style: la frivola ideologia di questa borghesia pseudo-intellettuale, che un tempo faceva riferimento al radicalismo di sinistra, oggi sembra aver dimenticato le origini in favore di esotismi new age, ecologismi massimalisti e diete vegane.

Il tutto condensato nella vita dei personaggi che risultano i testimoni del vuoto esistenziale e sociale che li circonda. “…aspetta un secondo ché stiamo salutando Francofono, lo scultore-ortopedico ayurvedico…” e ancora” …domani facciamo purificare l’acqua della cisterna da questa società preraffaellita in provincia di Ascoli, vieni? In cambio diamo un buono per protestare nudi in una causa qualsiasi”.

Cosa aggiungere d’altro? Un libro da leggere per poi divertirsi a sovrapporre chi, tra i nostri amici o conoscenti, ricorda i protagonisti. E regalargli il libro.

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