Antonio Patuelli, "Banche, cittadini, imprese"

A cavallo fra attualità e storia, il saggio del presidente dell'Abi descrive la "difficile arte del banchiere" in uno dei momenti più difficili per la categoria

– Credits: Rubettino Editore

Maurizio Tortorella

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Perché l’economia va male da troppi anni? Qual è la vera causa?

Le banche hanno avuto e continuano ad avere un ruolo nelle cause della crisi, come sostiene la prevalente vulgata populista, o al contrario si muovono a sostegno all’economia reale e alle famiglie, e nel loro faticoso percorso per uscire dalla crisi?

È tutto scritto a cavallo tra attualità stringente e storia in Banche, cittadini, imprese, il saggio di Antonio Patuelli (Rubbettino editore, 128 pagine, 9 euro). Ma il suo è un esercizio corretto: leggere il presente attraverso le lenti multifocali della storia. E dato che l’autore è presidente dell’Associazione bancaria italiana, nonché un grande cultore della storia con un passato di parlamentare e di politico attivo, il risultato non può che essere più che interessante e insieme rivelatore.

Patuelli, dal gennaio 2013 leader dei banchieri italiani (è presidente della Cassa di risparmio di Ravenna) con un passato da deputato del Partito liberale e uomo di governo, descrive in sostanza «la difficile arte del banchiere» in uno dei peggiori momenti della storia per la sua categoria.
E il suo continuo ricorrere alle pagine della storia più o meno recente fa bene non soltanto alla memoria del lettore, ma anche al suo stato d’animo.
Basterà ricordare, come fa Patuelli, quanto disastroso per la nostra economia fosse, ancora alla metà degli anni Novanta, un indicatore allora misconosciuto, lo spread, che oggi invece governa le nostre angosce collettive.

«I livelli maggiori» scrive Patuelli «erano stati raggiunti tra il 1992 e il 1993 e nel 1995, anni in cui lo spread superò il 6 per cento (o i 600 punti base), sfiorando perfino il 7 per cento».

Oggi non lo ricordiamo più. Ma è evidente che l’Italia ha superato crisi finanziarie ed economiche ben peggiori dell’attuale, per di più quando era esposta a fiammate inflazionistiche e a perdite di valore della lira che oggi l’euro, con tutti i suoi difetti, riesce a evitare. Mettere in fila dati, elementi concreti, e ricordi storici, aiuta non soltanto a capire. Ma anche a rialzare la testa.

Antonio Patuelli, Banche, cittadini, imprese
Rubbettino editore, 128 pagine, 9 euro

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