Andrea Dei Castaldi, Finistère

Un esordiente di Asolo che narra di Giona che nello sfondo della ricca provincia italiana cresce mentre fa i conti con la scomparsa del fratello

Andrea Dei Castaldi, Finistère (particolare della copertina) – Credits: Barta

Gigi Radice

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«A vent'anni si è stupidi davvero /quante balle si hanno in testa a quell'eta» cantava in Eskimo Francesco Guccini.

Non è questo il caso di Giona, giovane protagonista di Finistère di Andrea Dei Castaldi. Delicatezza della prosa e un'attenzione quasi maniacale al particolare danno in realtà corpo al romanzo d'esordio dell'autore di Asolo.

Non è dato sapere, ma le colline intorno al castello e a Villa Maser potrebbero avere giocato un ruolo fondamentale nell'ispirazione di Dei Castaldi che ambienta la vicenda nella ricca e tradizionale provincia italiana. Giona affronta il suo percorso di crescita.

E se da un lato deve fare i conti con la scomparsa del fratello gemello Davide, dall'altro deve uscire dal guscio della provincia e intraprendere quel viaggio anche esistenziale che si concluderà solo a Finistère, in Bretagna. Finis terrae, estremo occidentale dell'Europa.

Dramma nel dramma che scava profonde crepe in Giona, il cui animo oscilla come su un'altalena tra introspezione, a lui peraltro molto congeniale, e alcuni timidi tentativi di avvicinare l'altro da sé. Che, mediato da famiglia, affetti, adolescenziali infatuazioni e ambiente non è nessun altro che Davide, il gemello. Così vicino, così lontano.

Andrea Dei Castaldi
Finistère
Barta, 232 pagine, 12 euro.

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