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'Mirror mirror' di Cara Delevingne

Una storia potente e indimenticabile sull’insolubile conflitto tra ciò che si è veramente e quello che si finge di essere

Mirror mirror di Cara Delevingne

Valeria Merlini

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Alla tenera età di 25 anni le sopracciglia di Cara Delevingne si sono assicurate il loro riconoscimento internazionale, e non solo per la notevole carriera di modella che l’ha vista sfilare (e posare) per la maggior parte dei brand di moda. Negli ultimi anni infatti la Delevingne ha anche recitato in molte e diversificate pellicole, nell’ultimo dei quali come co-protagonista accanto ad attori del calibro di Alicia Vikander e Christoph Waltz nel dramma storico Tulip Fever.

Ma è nel ruolo dell’enigmatica eroina Margo Roth Spiegelman, nell'adattamento cinematografico di Città di carta (Rizzoli) di John Green, che scoviamo l’origine del suo ultimo passo (e non tentativo), all’interno della young adult fiction, con il suo debutto letterario Mirror Mirror (DeAgostini).

Cuore del libro della Delevingne sono quattro amici di 16 anni: Red, Rose, Leo e Naomi. Ognuno con i propri motivi, gli adolescenti si trovano emarginati socialmente fino a quando il loro insegnante di musica, il carismatico Mr. Smith, li incoraggerà a formare una band.

Per ciascuno di loro l'unione andrà oltre la musica, coinvolgendo anche l’amicizia, l’accettazione e un vero senso di appartenenza. Tutto sembra talmente perfetto da essere quasi una favola. Ma quando Naomi scompare e viene ritrovata incosciente e ferita nel Tamigi, Red, Rose e Leo  avranno a che fare con un segreto oscuro. Quello inconfessabile che ha spezzato una parte di loro, come la scheggia di uno specchio.

Il tema trattato è stato un territorio inesplorato sia per la Delevingne che per la co-autrice bestseller Rowan Coleman, che rivela nella prima metà del romanzo una sorta di cliché della teen-fiction: relazioni disfunzionali con i genitori, fuga e abuso di droga e alcool.
Una volta esaurito questo training alla partenza, tuttavia, la storia trova la sua zona di comfort nella seconda metà, trasformandosi da un YA convenzionale in qualcosa di molto più sfumato e autentico dal momento che affronta questioni pertinenti con l'identità e la sessualità, l'abuso e lo sfruttamento dei minori.

Il romanzo diventa uno specchio della sua autrice: audace, coraggioso e feroce. Tuttavia, permane un senso di realtà più oscura all’interno della sua trama. Il romanzo deve comprensibilmente trovare il giusto equilibrio per il suo pubblico, ma si trova a suo agio, e lo si avverte, quando si schiera contro le convenzioni e i “normali” confini. È qui che si delinea la promessa nel debutto della Delevingne.

La sua capacità sta infatti nel creare empatia con alcune delle lotte più profonde che i giovani affrontano e che la collocano perfettamente centrata nel raccontare questa generazione.  

Mirror mirror
di Cara Delevingne
DeAgostini, 2017

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