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’72 ore’ di Guido Bagatta. La recensione

Un gioco da ragazzi ispirato a una storia vera

72 ore di Guido Bagatta

Valeria Merlini

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La Caro è una dei mille giovani che ci circondano quotidianamente. In tram, in metro, sull’autobus e fuori dalle scuole, quelle davanti cui passiamo frettolosamente tutti i giorni.
La Caro è una ragazza come potrebbe essere la figlia di un nostro amico, conoscente, contatto di lavoro. Anche la nostra.
La Caro è una bellissima ragazza di sedici anni che ogni giorno conduce la sua esistenza tra scuola, amici, primi amori (primo amore devastante) e social.

Guido Bagatta mi ha sorpresa. Se è stato un piacere leggerlo, altrettanto piacevole è stato scoprirlo in veste di autore.
72 ore (Cairo) toccherà infatti tutti coloro che sono genitori, perché si addentra nel mondo – incomprensibile – degli adolescenti. Di quegli adolescenti di cui non sappiamo assolutamente nulla: che vediamo sì, ma difficilmente conosciamo veramente.

E lo siamo stati anche noi…
Quello che però ci differenzia dalle nuove generazioni è l’accesso e la disponibilità illimitata alla tecnologia. Con i suoi pregi e difetti.

Per esempio, quanti di voi sono a conoscenza di un gioco chiamato Game of 72 (gioco delle 72)? Una sfida lanciata a mezzo Facebook il più delle volte, non necessariamente da un tuo amico o conoscente, che ti fa mettere alla prova.
Sta a chi la riceve decidere se accettarla o meno.
Una bravata” l’hanno definita le cronache, perché fino allo scorso anno i giornali ne erano pieni: ha spopolato in Francia e nel Regno Unito, è arrivato anche da noi, ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di famiglie i cui figli decidevano di scomparire per 72 ore. Lo scopo infatti è mettersi alla prova e smaterializzarsi per 3 giorni. Segue un rituale ben preciso, il primo dei quali deve essere lasciare il cellulare a casa.

Questa è la sfida che accetta la Caro, messa alle strette dalla scuola, da una mamma assente e soprattutto, spinta dal desiderio di dimenticare una storia andata male e dalla conoscenza di una ragazza nuova, la Mara. Che ha dalla sua il vantaggio di essere totalmente diversa dal mondo di Carolina.

Sparire per 72 ore: intraprendere un viaggio verso Barcellona, partecipare al festival Sonar, quello di musica elettronica, perdersi nel deserto del Monegros e ritrovarsi sull’autobus verso Milano. Perché Caro in quel tempo e in quello spazio non si è mai persa: è forse caduta, ma si è subito rialzata e ha sicuramente acquisito le forze (e le conoscenze) necessarie per andare avanti.

72 ore è un viaggio dentro l’universo giovanile senza belle frasi e senza tramonti spettacolari, un viaggio dentro sé stessi grazie al confronto con gli altri. Un viaggio che Carolina regala a se stessa per crescere. Inconsapevolmente e con una sorpresa finale.

72 ore
di Guido Bagatta
Cairo editore, 2016

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