7 libri importanti che escono a maggio

L'ultimo thriller di Dan Brown. Un inedito Vargas Llosa. E il nuovo Montalbano di Camilleri. Ma anche…

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redazione inMondadori.it

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Maggio, mese dei libri: lo dice la campagna curata dall'Associazione Italiana Editori, che porta nelle piazze italiane 1.635 eventi (ecco il programma ) con il culmine a Torino, dove dal 15 si apre il Salone Internazionale del Libro. Ma quali sono i libri importanti che escono in questi giorni? Per ora ne abbiamo scelti sette.

1. Dan Brown - Inferno (Mondadori) - Probabilmente il libro più atteso dell'anno. A dieci anni da Il Codice Da Vinci, Dan Brown torna a prendere ispirazione dall’Italia. E se allora come deuteragonista, a fianco di Robert Langdon, aveva ingaggiato nientemeno che Leonardo, questa volta porta in scena Dante Alighieri e la sua scrittura. In Inferno Brown ambienta una caccia all’uomo fra le viuzze del centro storico fiorentino e il labirinto di simboli predisposto dal Poeta nella prima cantica della Commedia. In libreria dal 14 maggio.

2. Andrea Camilleri - Il covo di vipere (Sellerio) - Arriva l’estate e il più che mai produttivo Camilleri non poteva farci mancare un'avventura inedita di Salvo Montalbano. Il commissario è alle prese con due enigmi, uno di natura poliziesca, l'altro, in apparenza, emotiva. Da un lato c'è l’omicidio del ragioniere Barletta, stimato signore di cui però le indagini svelano retroscena privati non proprio esemplari. Dall’altro un misterioso clochard accampato in una grotta a poca distanza dalla casa dove dormono Salvo e Livia… L'uscita in libreria di Il covo di vipere è prevista per il 30 maggio.

3. Massimo Carlotto & Marco Videtta - Ksenia. Le vendicatrici (Einaudi) - Quando si tratta di vendicarsi, le donne sono più brave degli uomini. Specialmente lo sono in questo ciclo narrativo ideato da Massimo Carlotto e Marco Videtta. Quattro libri, quattro protagoniste, ognuna con un buon motivo per farsi giustizia da sé nei confronti di maschi malvagi. Il primo episodio riguarda la bella Ksenia, partita povera dalla Russia asiatica per arrivare in Italia cadendo nell'inganno della "tratta delle spose". Ma imbrogliare le Vendicatrici può risultare assai rischioso… In libreria da oggi 7 maggio.

4. Andrea Molesini - La primavera del lupo (Sellerio) - Molesini, classe 1954, si occupa di letteratura da sempre: traduzioni, saggistica, poesia, libri per ragazzi. Ma nel 2010 ci aveva stupito con l’ottimo esordio da romanziere in Non tutti i bastardi sono di Vienna, vincitore del Campiello 2011. Se in Bastardi lo sfondo alla vicenda corale era la Grande Guerra in riva al Piave, in La primavera del lupo riviviamo la fuga di una eterogenea compagnia attraverso il Nord Est italiano occupato dai nazisti alla vigilia della sconfitta. In libreria dal 9 maggio.

5. Roberto Bolaño - Un romanzetto lumpen (Adelphi) - Un culturista cieco, con un passato da divo dei B movies ispirato ai forzuti della mitologia greca. Una coppia di amanti interscambiabili. E poi Blanca, "madre e donna sposata, ma fino a non molto tempo fa una delinquente". L’ultimo lavoro pubblicato da Bolaño quando era ancora in vita. Una "novelita" già uscita nel 2002 per Sellerio ma ora riproposta da Adelphi nella nuova traduzione di Ilide Carmignani.  In libreria a partire dall’8 maggio.

6. Antonio Skármeta - I giorni dell’arcobaleno (Einaudi) - Assieme al mai abbastanza rimpianto Bolaño, torna sugli scaffali un altro divo della narrativa cilena contemporanea. I giorni dell’arcobaleno sono quelli del 1988, quando gli insegnanti venivano arrestati in classe durante le lezioni, alla vigilia del referendum sulla conferma di Pinochet. E proprio l’arcobaleno era il simbolo della sparuta propaganda contraria alla rielezione. Un pubblicitario disoccupato riceverà l’incarico creativo per entrambe le campagne referendarie. Bella prova dell’autore di Il postino di Neruda: un'altra felice sintesi fra malinconia e umorismo raffinato.

5. Mario Vargas Llosa - La civiltà dello spettacolo (Einaudi) - Esce (finalmente) anche in Italia l’ultimo, appassionato e furente saggio dello scrittore premio Nobel. Qui lui se la prende proprio con i suoi colleghi, scrittori e intellettuali, a suo avviso complici del pietoso stato in cui si trova - in questo momento storico - la cultura. La quale ha perduto il ruolo di coscienza dell’umanità per ridursi oramai al disimpegno della "cultura light", forma di svago delegato soltanto a distrarre dalla realtà i suoi fruitori. Cioè noi.

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