5 cose da sapere sullo scrittore Teju Cole

L'autore nigeriano, di casa a New York, si racconta

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Teju Cole "Ogni giorno è per il ladro", Einaudi 2014 – Credits: (ufficio stampa)

Micol De Pas

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Teju Cole parla con calma, soppesando tutte le parole che servono a descrivere il suo pensiero più profondo. Scrittore, storico, fotografo e giornalista, è nato negli Stati Uniti, è cresciuto in Nigeria, terra d'origine dei suoi genitori, ma poi ha scelto New York, la sua attuale città. In Italia sono usciti due romanzi a suo nome, Città aperta, nel 2013 e il più recente Ogni giorno è per il ladro, entrambi pubblicati per Einaudi. Il protagonista è sempre lo stesso, che si muove nella città di New York (in Città aperta) e in quella di Lagos (nel secondo). A fare la storia è il suo incedere, scandito dal ritmo narrativo del racconto e delle fotografie. Così il romanzo, scritto in stile quasi classico, propone una nuova forma di comunicazione, inserendo a pieno titolo Cole nella lista dei grandi scrittori. Cinque cose da sapere su di lui.

Cosa significa camminare? "Un romanzo è come una città. E io amo le città, amo i romanzi, amo gli aeroporti, amo i computer e amo la matematica. Camminare è un modo inconsueto di fare esperienza di tutto questo. Poiché ha a che fare con l'introspezione, camminare è un modo per entrare in sintonia o sentire lo spirito di un luogo in maniera personale: è un percorso psichico".

I suoi due libri compongono un viaggio New York - Lagos andata e ritorno. Perché? "Il personaggio dei due libri si muove prima nella città di New York e poi in quella di Lagos, per rientrare a New York nelle ultime pagine di Ogni giorno è per il ladro. Ma lui è combattuto se restare a Lagos: io no. Ho molto chiara l'idea che non mi piacerebbe vivere in quella città: mi piace scrivere su soggetti filosofici, ma poi la materialità della vita quotidiana ha la sua importanza".

Dove sono le sue radici? "La mia casa attualmente è a New York, ma non le mie radici. Per me, le radici sono nel posto dove vorresti essere sepolto. Beh, quel posto non è né New York né Lagos, c'è troppo rumore in entrambi i luoghi. Ora, che sono vicino a Zurigo per un periodo di lavoro, ho trovato un paesino in una piccola valle della Svizzera, meravigliosa, verde, tranquilla, con l'acqua sorgiva che scorre nei torrenti... e ho pensato: forse morire non è così brutto, se è per restare qui".

Cosa significa allora essere stranieri? "La mia casa, ancora un avolta, è le persone con cui sto bene. Ho avuto un incontro, recentemente, con lo scrittore Michael Ondaatje (l'autore de Il paziente inglese, ndr), in Danimarca, dove abbiamo lo stesso editore. Io amo la sua letteratura e lui apprezza i miei lavori. Ecco, in quel momento ero a casa: volevo solo essere lì. Queste sono le mie radici".

Perché fotografare? "Fotografia è il piacere della visione. E qui, nel Nord Italia, ma non nella metropoli di Milano, vedo ogni cosa come se fosse filtrata dalle fotografie di Luigi Ghirri, che io considero un grandissimo. Perché ha colto perfettamente lo spirito di questi luoghi. Narrare e fotografare si completano nel mio lavoro, sono due testimonianze diverse della stessa cosa. E come la narrazione, anche la fotografia segue il ritmo del camminare: i miei scatti sono fatti in strada e si vede sempre qualcuno che fa qualcosa o che aspetta. Ecco, aspettare è qualcosa di fondamentale. Scatto in pellicola proprio per assaporare il gusto dell'attesa".

Infine, un'ultima domanda: tre libri che secondo lei tutti dovrebbero leggere? "Leggere non è così importante. Cucinate qualcosa di buono per la persona che amate...".

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Teju Cole è autore di Città aperta e Ogni giorno è per il ladro, entrambi editi da Einaudi

Nota Bene:

Per vedere alcuni lavori fotografici di Teju Cole, cliccate qui

Per assaporare lo stile Ghirri, il 9 ottobre inaugura la mostra di Franco Guerzoni, "Nessun Luogo. Da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri", alla Triennale di Milano

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