1000 dischi per un secolo: ecco la Musica del '900

Nella perfetta circolarità del disco Theodor W. Adorno vide un archetipo della società occidentale. A quell'oggetto tecnologicamente, artisticamente e culturalmente rivoluzionario sono ora dedicate preziose antologie che ripercorrono la storia della musica del '900: un linguaggio universale che non abbiamo più smesso di parlare

1000 dischi per un secolo, particolare della copertina

Michele Lauro

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Nel Novecento l'opera d'arte entrò prepotentemente nell'epoca della riproducibilità con l'introduzione di macchine di registrazione analogica (tanto visiva quanto di fono-riproduzione) capaci di "produrre memoria" attraverso la riproduzione. Macchine spaventosamente potenti anche dal punto di vista simbolico, filosofico e sociologico, come previde Walter Benjamin ne L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica , il celebre saggio del 1936.

Se l'hic et nunc dell'originale costituisce il concetto della sua autenticità, diceva Benjamin, ciò che vien meno nell'epoca della riproducibilità è l'aura dell'opera d'arte. Ma il grande filosofo si spinse oltre, prefigurando addirittura la rivoluzione digitale: "la distinzione tra autore e pubblico è in procinto di perdere il suo carattere sostanziale. Diventa semplicemente funzionale, e funziona in modo diverso a seconda dei casi". Il fruitore, cioè, è sempre pronto a diventare autore.

Ora l'aura del Novecento si sprigiona dai solchi di un vinile su cui sfrigola la puntina. Lo profetizzò nel lontano 1965 Theodor W. Adorno in un saggio intitolato La forma del disco, appena ripubblicato all'interno di una raccolta di suoi scritti sul tema, Long Play e altri volteggi della puntina , a cura di Massimo Carboni: il "vero significato del disco è la spirale che scompare nel centro, si apre nel mezzo e tornando sopravvive nel tempo". L'aura risiede nel rituale della preparazione alla "riproduzione" di quell'oggetto sonoro, ponendo le basi per lo stato d'animo dell'ascolto diretto.

Ricostruire l'hic et nunc del Novecento musicale, come il "tutto insieme" di un quadro astratto. È, con una certa (indispensabile) dose di hybris, l'obiettivo che si è posto Enrico Merlin, musicista e musicologo, nel suo 1000 dischi per un secolo. 1900-2000 . La storia della musica occidentale del Novecento raccontata "attraverso l'evoluzione del supporto musicale, dalla partitura cartacea alla registrazione... fino alla sua smaterializzazione". Una visione organica e a-dogmatica del mondo del rumore/suono organizzato, e tanti spunti per scoprire pionieri, innovatori, esecutori, sviluppatori. Dal mondo delle partiture a quello del grammofono, dai 78 giri agli Lp ai Cd, fino alla scomparsa del supporto come oggetto fisico: ciò che rimane è l'essenza della musica come "scultura d'aria", secondo la definizione di Frank Zappa.

A ogni opera, introdotta da una bella citazione, viene dedicata una scheda con l'analisi critica, le informazioni tecniche, l'inquadramento storico, le curiosità. Negli occhielli di ogni anno una cronologia riporta i momenti chiave dell'evoluzione musicale. È un formidabile lavoro enciclopedico che abbraccia sia l'ambito colto sia quello popular, senza gerarchie di artisti, generi o stili. Blues, classica, jazz. Rimane fuori l'ambito world, a parte eccezioni, per cui nella seconda metà del secolo la matrice angloamericana prende il naturale sopravvento. Da Giacomo Puccini (scheda n. 1) a Uri Caine (n. 1000) scorre la lunga colonna sonora di un secolo.

Un secolo da ascoltare come un interminabile nastro di capolavori. Ciascuno potrà dire la sua ma il gioco della torre sui "dischi" da salvare è proprio questo. La puntina volteggia sui solchi delle connessioni più improbabili, da Hank Williams ai Rolling Stones, da Scott a Janis Joplin, da Bela Bartok agli Autechre, da Stockhausen ai King Crimson, da Miles Davis a Steve Coleman, da Erik Satie a Bjork, da Maurice Ravel a Astor Piazzolla, da Manuel De Falla a Jimi Hendrix, da Tim a Jeff Buckley, da Olivier Messiaen ai Sigur Ros, dai Can ai Radiohead, da John Cage a David Byrne, da Nina Simone ai Nirvana, da Jean Sibelius ai Sigur Ros, da Fabrizio De Andrè a (!) Elio e le Storie Tese...

L'epopea del rock nella seconda metà del Novecento è raccontata da Eddy Cilia e Federico Guglielmi in un'altra opera sempre basata sul numero magico: 1000 dischi fondamentali . Presentati non in ordine cronologico bensì alfabetico, con un breve capitolo introduttivo dedicato ai precursori, "Padri e madri". Le schede sono di diversa lunghezza a seconda dell'importanza attribuita all'opera. Un criterio esemplificato nel capitolo finale dove sono riportate le liste dei 200 "imprescindibili in assoluto", degli altri 300 irrinunciabili e degli ultimi 500 che concorrono a completare la visione d'insieme.

I libri:
Enrico Merlin
1000 dischi per un secolo. 1900-2000
Il Saggiatore
922 pp., 39 euro

1000 dischi fondamentali
a cura di Eddy Cilia e Federico Guglielmi
Giunti
pp. 464, 19,90 euro

Theodor W. Adorno
Long play e altri volteggi della puntina
Castelvecchi
62 pp., 9 euro

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