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I 10 libri più belli usciti nel 2013: i migliori romanzi stranieri

La narrativa internazionale, nel 2013, ha portato in Italia diversi titoli meritevoli. Questi, secondo noi, sono quelli imperdibili - Tutto il meglio del 2013

– Credits: Getty Images

Come ogni anno abbiamo scelto quelli che a nostro modesto avviso sono stati i migliori titoli di narrativa straniera usciti del 2013. Il critierio riguarda l'anno solare dell'edizione nel nostro paese. Si tratta perciò di libri pubblicati in Italia nell'arco del 2013: quindi, come vedremo, possono essere libri usciti all'estero in anni precedenti o scritti dagli autori molto tempo fa seppur mai tradotti qui da noi. I curiosi poi possono anche guardare i 10 migliori del 2012 .
Attenzione, però: questa non è una classifica, l'ordine risulta casuale. Chi ritenesse che vi siano gravi assenze, o che qualcuno di questi libri non meriti tanto onore, può indicarci la sua personale top10 nei commenti in fondo a questo post. Cominciamo con i magnifici? Via.

 

Eugen Ruge - In tempi di luce declinante (Mondadori)
Tenete d'occhio Eugen Ruge: ha già 59 primavere sulle spalle e di mestiere fa lo sceneggiatore (ci auguriamo che trasformi questo libro in film) ma se la cava alla grande anche con la scrittura di romanzi. In tempi di luce declinante ritrae negli anni una famiglia che attraversa la storia della DDR comunista. Dallo sfacelo della Berlino anni '50, sovietica e ancora ridotta in macerie, sino agli ultimi giorni del muro da scavalcare per scappare a ovest, dalla parte giusta della frontiera. In Germania questo romanzo storico ha fatto incetta di premi, da noi è stato un po' troppo trascurato: ora potete rimediare.

 

Mario Vargas Llosa - L'eroe discreto (Einaudi)
Mario è tornato ed è in splendida forma: guida la riscossa della narrativa latinoamericana. A Vargas Llosa bastano poche righe per ipnotizzare i lettori e calarli nei suoi mondi immaginari, affollati di personaggi in mezzo a due storie che prima divergono e poi si incrociano in un artificio davvero magistrale. Di L'eroe discreto abbiamo parlato diffusamente anche qui .

 

George Saunders - Dieci dicembre (Minimum Fax)
"Il più bel libro che leggerete quest'anno", sentenzia il New York Times Magazine, naturalmente citato in copertina. George Saunders mette da parte i paradossi delle opere precedenti e si concede all'incanto del realismo quotidiano. I brevissimi romanzi racchiusi in questo gioiello sono appunto dieci: uno meglio dell’altro. Libro non facile da reperire in Italia, forse per questo sinora riservato ai veri intenditori.

 

I. J. Singer - La famiglia Karnowski (Adelphi)
Sorpresa: uno dei libri più belli del 2013 è stato scritto settanta anni fa: è il romanzo corale della famiglia ebraica Karnowski, da generazioni in viaggio per mezza Europa poi imbarcata sulle navi oltre l'Atlantico per immigrare a New York. Tutti insieme, in fuga alla ricerca di vite normali. L'autore è Israel Joshua Singer, scrittore polacco di lingua yiddish, scomparso prematuramente nel '44, pochi mesi dopo la stesura di Karnowski. Ma buon sangue non mente: il fratello Isaac Bashevis nel ’78 vincerà il Nobel per la Letteratura che anche Israel avrebbe meritato per questo capolavoro.

 

Ruth Ozeki - Una storia per l’essere tempo (Ponte alle Grazie)
Le protagoniste sono tre donne: una scrittrice in esilio dalla società su una remota isola del Pacifico settentrionale, una assai longeva monaca buddhista, una sedicenne giapponese spaventata dalla vita. E poi, in Una storia per l'essere tempo, ci sono anche la meccanica quantistica e lo zen, Marcel Proust e Hello Kitty, le parole di un diario e un naufragio che pare un maremoto… La trama cambia e si sviluppa su diverse prospettive proprio mentre lettore e scrittrice ne scoprono gli elementi e dipanano il mistero. Il romanzo di Ruth Ozeki richiede attenzione, ma ricompensa con eleganza da grande autrice.

 

Martin Amis - Lionel Asbo (Einaudi)
Per amor di satira, Martin Amis mette in scena un romanzo feroce sul nostro tempo. Lionel Asbo rappresenta l’antieroe maleducato e arricchito, allegoria esagerata della sottocultura diffusa in Inghilterra come un po’ ovunque. Un signore tanto cattivo da drogare i cani prima dei combattimenti, o da spedire all'ospizio una mamma ancora giovane ma libertina. Stile estroso, scrittura perfetta. E in fondo al tunnel, in lontananza, la luce della redenzione.

 

Alice Munro - Racconti (Mondadori)
La short story è la specialità di Alice Munro: per questo l'hanno incoronata con il Nobel a Stoccolma, nell'ottobre di questo 2013. Qualche mese prima, a luglio, in tempi non sospetti, era uscito il Meridiano a lei dedicato. Questo meraviglioso volume di quasi duemila pagine rappresenta una immersione nell'arte di una delle più grandi scrittrici viventi, se non la più grande in assoluto. Un libro da avere, da consumare, da regalare a qualcuno cui si vuol bene.

 

Milan Kundera  - La festa dell'insignificanza (Adelphi)
D'accordo, se venerate Kundera questo forse non è il suo libro migliore; però la scrittura resta impeccabile. E, rispetto agli altri romanzieri di oggi, con lui siamo sempre a livelli siderali. Peraltro includere Kundera fra i romanzi è già di per sé un azzardo letterario: da decenni la sua narrativa si muove agile sul confine della saggistica, disseminando una trama con punte di umorismo colto e nonsense alla maniera del vate Robert Musil. Qui la nostra recensione .

 

Adam Johnson - Il signore degli orfani (Marsilio)
L'Orwell di 1984 riaffiora nella Corea del Nord contemporanea e ingaggia Jun Do, cittadino irreprensibile al soldo del regime. Johnson usa una vertiginosa narrazione a piani temporali sfalsati per mettere in scena un thriller che è anche un romanzo d’amore (e una spy-story, una tragedia e molto altro ancora). Ma il vero protagonista è il popolo di una nazione nascosta, prigioniera del silenzio. Il signore degli orfani ha meritatamente vinto il premio Pulitzer 2013 .

 

Elmore Leonard - Raylan (Einaudi)
Il 2013 è stato anche l’anno dell'addio al grande Elmore Leonard. Prima di andarsene ci ha regalato un gioiellino come Raylan , ancora una volta in bilico fra noir e western, fitto di dialoghi spassosi, come piaceva a lui e pure a noi. Le avventure dello sceriffo sono un ottimo punto d'avvio per intraprendere il viaggio nella bibliografia sterminata di un eccellente artigiano della letteratura americana pop. Goodbye Elmore, goodbye 2013.

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